Io posso

“Il signor Reeves, nonostante le sue rigide vedute sulla buona condotta, era un tipo piuttosto bizzarro, con un modo di dire e di fare che si incideva nella memoria. 

Un giorno, in classe, urlò: 
“Silenzio!"
E quando esigeva il silenzio, credetemi, si faceva silenzio.
Sento ancora i suoi passi mentre si dirigeva verso la lavagna e lo stridio del gesso mentre scriveva in caratteri ben marcati la frase NON POSSO.

Pulendosi le mani dalla polvere di gesso, si voltava e chiedeva:
“Cosa si fa adesso?"
Sapevamo tutti cosa volesse, perciò l'intera classe cantilenava:
“Si toglie il NON."
E con gesto ampio il maestro cancellava la particella negativa, lasciando che la parola POSSO campeggiasse da sola, chiara e distinta.

La rivedo nitida ancora oggi, come tanto tempo fa.
Dopo questa indimenticabile dimostrazione pratica, il signor Reeves diceva con la sua voce potente:
“Vi sia di lezione, e non dimenticatelo mai. Ognuno di voi può, se è convinto che può. "

Volgeva lo sguardo da un lato all'altro dell'aula, soffermandosi su ognuno di noi, e aggiungeva:
“Pensate sempre: io posso."”

Norman V. Peale




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