Visualizzazione post con etichetta Attenzione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Attenzione. Mostra tutti i post

Fai con ciò che hai

Se c'è un atteggiamento che ho imparato, coltivato e tatuato sulla pelle durante la mia carriera sportiva è quello di fare tutto ciò che posso fare con quello che ho a disposizione.
Senza pensare a ciò che non c’è, non c’è più, sarebbe dovuto essere o non va bene, o non è giusto.

Tanto se qualcosa manca, manca.
E se non è sotto il mio controllo inutile recriminare, lamentarsi, perdere tempo ed energia a chiedersi "perché?"... "e se?"

Quando si vince si festeggia, ma è solo grazie al lavoro sporco e alla giusta mentalità che c'è dietro, e ad un atteggiamento di costanza e disciplina volto alla ricerca di soluzioni che è possibile accedere per pochi istanti alla gioia e alla soddisfazione della vittoria.

L’attenzione va dentro di te.
A quello che puoi fare ed essere.
Va alle cose utili, quelle che puoi usare in questo momento per fare bene.

E poi via a lavorare a testa bassa (ma sguardo fiero) verso nuovi obiettivi.
Senza scuse.



Vite sfiorate

Da qualche giorno abito nella casa di una signora anziana che da tre mesi non c'è più.
Sua figlia ha tolto quasi tutte le sue cose, ma tra queste stanze è ancora forte e viva la sua presenza.
Ho imparato cosa cucinava più spesso e quali erano i suoi utensili preferiti, osservando quanto sono usurati.
So quali tazze amava, che piatti usava ogni giorno e quali invece teneva pronti per la festa. 
Ho capito da che parte del letto dormiva, perché nel comodino di quel lato l'abat jour è funzionante. L'altra no, non ha nemmeno la lampadina.
Sento la fatica che faceva ogni giorno ad aprire la tapparella del salotto, che non riesce a scorrere bene come le altre e facendo attrito risulta più pesante.
Immagino la sensazione di benessere che provava quando si faceva un bagno grazie all'acqua subito calda che esce dalla vasca.
Conosco il suo senso di solitudine, che durante le buie sere attenuava guardando forse qualche canale regionale in TV e, certamente, recitando e leggendo le sue preghiere.
Mi sono abituata al ticchettio del suo orologio da cucina rumoroso, quei tipici suoni che o ami o odi e che probabilmente a lei faceva compagnia.
Ho appreso la sua pratica di chiudere a chiave, prima di dormire, anche la porta che da sulle stanze da letto. Un gesto prudente, che probabilmente serve a poco, ma che ha tacitamente invitato a fare anche a me.
E ho imparato il suo nome, perché ogni volta che i vicini mi danno il benvenuto nel palazzo, tra la curiosità e la meravigliosa gentilezza che manifestano, noto una luce di malinconia nei loro occhi appena ricordano che: "Sei Giulia, la ragazza che vive da Luciana".
La nostra vita lascia un segno.
Lascia abitudini.
Lascia gesti.
Lascia persone influenzate, cambiate e arricchite dai doni che abbiamo trasmesso loro.


Regalare gioia

Tu, vigile del fuoco che stai parcheggiando il tuo grandissimo e meraviglioso camion rosso in garage davanti agli occhi rapiti di un bimbo in braccio al suo papà, che azioni la sirena di proposito per dargli una gioia... Hai vinto.

#ShareTheLove