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RUBRICA- CrossOver- Combinazione

A 34 anni mi ritrovo nel mio salotto di Modena a guardare il video della serie di attacchi di oggi per capire come migliorare più in fretta.
Già, avete letto bene. A quanto pare ci sono cascata ancora! E si cade con le ginocchiere, così ci si fa meno male.

Ciao ragazzi, bentornati su CrossOver.
A settembre, nel momento in cui Greta ha fatto un passo indietro dal nostro progetto, ho preso la decisione di abbandonare l'attività agonistica di Beach Volley per buttarmi a capofitto nel Coaching tra lavoro e formazione. 
È stata una decisione piuttosto naturale: sia perché nonostante io fossi molto motivata a giocare fino a Rio, in Italia non possiamo vantare un bacino di atlete di Beach Volley al quale attingere come magari è possibile fare in altri stati come la Germania, gli Usa, il Brasile... sia perché la mia nuova vita da Coach stava aspettando solo che le dedicassi continuità.

Tante cose sono successe in questi mesi, tanti cambiamenti, tante decisioni.
Per arrivare fino a qui, fino al mio trasferimento a Modena con l'obiettivo di avvicinarmi ad Ekis, l'azienda di formazione e crescita personale con cui lavoro.
E vuoi non trovarti una squadra di pallavolo qui in zona? :-D

La realtà è che questo passaggio (quello di tornare a giocare) non era nei miei programmi, ma mi si è presentata l'occasione di conoscere la società del Volley San Michelese che con grande entusiasmo e serietà mi ha proposto di giocare con loro da qui alla fine della stagione.
Ho già conosciuto persone gentili e disponibili, un ambiente molto professionale e una squadra divertente e ambiziosa: un mix fantastico che si sposa con la mia nuova vita lavorativa.

Devo dire che, nonostante io abbia continuato ad allenarmi fisicamente, stare lontana dalla palla per 4 mesi si è rivelato essere il periodo più lungo di sempre. 
Ha comportato dei lividi sulle braccia alla prima uscita (come i dilettanti :-p ), un pò di rigidità di spalla e schiena e la riscoperta di un grande Amore.
Ahimè non c'è niente da fare: adoro allenarmi e giocare!
Fortunatamente, durante la fase di stop, ho incontrato chi mi ha preparata fisicamente : voglio ringraziare la palestra Blufit di Montebelluna, capitanata da Jurek che, insieme a tutti i suoi ragazzi nei corsi e in sala pesi, mi ha seguita quotidianamente e mi ha permesso di ricominciare a giocare.

Ecco quindi il motivo del video di cui scrivo all'inizio. Ora c'è da recuperare in fretta per tornare a divertirsi e vincere!

Poco fa ascoltavo una canzone di Jovanotti che mi piace molto, si intitola "La Valigia".
È una canzone d'amore tra un uomo e una donna, ma come sono solita fare, ricerco i significati e le frasi utili per me e ciò che sto vivendo.
Dice così:

"Io sono una valigia
e giro di stazione in stazione
in molti mi trasportano
ma solo tu hai la combinazione.

Ma chi l'avrebbe detto che la vita
ci travolgeva come hai fatto tu.
Tu m'hai aperto come una ferita,
sto sanguinando ma non ti lascio più,
io non ti lascio più."

Beh... che noi atleti abbiamo sempre la Valigia pronta è una verità assoluta.
Pensate a quanti traslochi, quanti viaggi, quante trasferte.
Pensate a quante volte abbiamo preparato, ordinato, svuotato la nostra borsa di allenamento.
Perché tutti noi, anche i più confusionari, almeno una volta sono stati perfetti ed emozionati.
Pensate a quando la borsa ci viene consegnata con il materiale nuovo, alla soddisfazione di avere al suo interno ogni cosa che ci è necessaria, messa in modo preciso.
Ad ogni oggetto il suo ruolo, ad ogni tasca il suo scopo.

E la valigia per partire per la trasferta? Che sia per un torneo di beach che dura una settimana, o per una trasferta di pallavolo di due giorni... quanta attenzione e cura ci abbiamo dedicato ogni volta? Vietato dimenticare qualcosa! E allora via ad eseguire mentalmente il check delle cose indispensabili :-D

Qual'è l'oggetto che non può mancare nelle tue valigie o borse d'allenamento?
Io ho sempre con me dei libri, un profumo e l'elastico per la spalla.


La "combinazione" di cui parla Jova è riferita alla modalità di questa ragazza di saper entrare nel suo cuore.
In molti lo trasportano, ma solo lei sa qual'è l'esatto codice per aprire il lucchetto.

Lego questo concetto della combinazione a ciò che mi ha da sempre motivato a preparare tutte quelle valigie e le borse d'allenamento.
A spostarmi, a cambiare luoghi, relazioni, amicizie, ambienti.
A scegliere, rischiare, buttarmi, sognare.

La mia combinazione si chiama Passione.
La Passione per la Vita, per i miei Sogni, per le Persone, per quello che faccio e per come lo faccio.
La Passione per l'Entusiasmo, per un Obiettivo, per il mio Scopo.
La Passione che ti infonde Curiosità, Energia, Coraggio.
Ho sempre rappresentato la Passione, con il potere dell' immaginazione, come un fuoco che mi arde nel petto.
Un fuoco le cui fiamme si muovono a spirale, ad indicare movimento, pienezza, vivacità.
Forse è anche per questo che quando sono felice non riesco a stare ferma immobile, ma ho bisogno di sentire il ritmo, quasi di danzare.
Proprio come i bambini. Che sono sempre in movimento e ridono con il loro corpo.

Qual'è la tua combinazione? Cosa ti spinge a fare quello che fai? Cosa ti muove verso i tuoi sogni?

"Nella tua casa i resti di una vita
passata a smettere e ricominciare
nei tuoi cassetti un paio di segreti
pronti per quando me li vorrai dire."

Essere Atleti è fantastico.
Quanti episodi, immagini, ricordi nella mente di ognuno di noi.
Quante canzoni dedicate a momenti speciali, che varietà di risate e occhi con cui entrare in sintonia.
Per non parlare del rumore del pallone sulle braccia, del suono che ti resta nella mano quando hai attaccato la palla perfetta.
Che arcobaleno di emozioni e sensazioni: dalle lacrime di gioia a quelle amare della sconfitta, della delusione.
Quante le persone che hanno camminato insieme a noi per dei tratti della nostra strada.
Persone diventate incancellabili, che albergano nel nostro cuore, che ci hanno forgiato nel corpo, nel carattere, nello spirito. Quante esperienze ed episodi da raccontare.
Che bellezza la vita dell' Atleta.

"Non vi dirò come finisce la storia
anche perchè non è finita mai
Se scorre un fiume dentro ad ogni cuore
arriveremo al mare prima o poi"


Alla prossima,
Momi.

RUBRICA-CrossOver- Ritorno al Futuro

Ciao ragazzi eccomi qui per un nuovo appuntamento di CrossOver. Questa volta nessuna intervista ad ospiti speciali, ma un breve resoconto sugli ultimi giorni di Beach Volley che ci hanno viste impegnate.
Vi scrivo dall’aereo… siamo in volo con destinazione Praga per il nostro secondo torneo del World Tour, un Open tutto al femminile che avrà inizio domani. 

La stagione ha preso il via e ora valigie e viaggi sono all’ordine del giorno. Che bellezza, mi mancava tutto questo! Pensate che ci ho messo un secolo a preparare la prima valigia per il Messico con il timore di dimenticare qualcosa di importante… avevo perso l’abitudine! ;-) 
In realtà quando nel bagaglio a mano ci sono occhiali, costumi da gara, visiera, infradito, pareo e passaporto… si può andare ovunque senza timore. A noi del Beach basta davvero poco per essere felici!
Dunque, io e Giulia siamo state a Puerto Vallarta per una lunga e ricchissima settimana: nonostante il risultato non ci abbia soddisfatto, sono stati giorni densi di emozioni e di significato. Dal mio rientro in campo dopo l’infortunio… (una soddisfazione incredibile, un momento tanto atteso e fortemente voluto che mi ha fatto sentire come se tutto avesse un nuovo sapore), al primo torneo da Azzurra di Giulia e quindi il nostro primo torneo ufficiale insieme… all’esordio di Raffa come Coach della nazionale seniores, fino alla prima bellissima medaglia d’argento dei Gemelli. Insomma, un torneo “delle prime volte”.

Devo dire che siamo stati anche molto fortunati rispetto la location, che aveva un gran fascino. Nel circuito del World Tour, nonostante il nostro sia uno “sport da spiaggia”, i tornei al mare sono davvero pochissimi: questo, Long Beach e Phuket. Come potete vedere dalle foto, allenarsi e giocare in posti come questi ti lascia davvero quel qualcosa in più… e l’oceano è davvero un posto speciale.
Faceva un gran caldo… circa 35 gradi con una bella dose di umidità. Non so quanti litri d’acqua si bevono durante partite con questo clima! Anche la gestione dell’esultanza è importante in queste condizioni, al fine di non sprecare energie. Di regola ci sono 12 secondi tra la fine di una azione e il fischio della battuta successiva, ma quando fa così caldo gli arbitri sono clementi nel regalarne ben 3 in più. E poi ci sono i trucchetti… si vanno a pulire gli occhiali, ci si sistema la visiera, si copre la buca, si sistema la riga… insomma si rubano dei secondi a favore di qualche momento necessario a respirare, recuperare lucidità e concentrazione.  


Riuscire a restare nel “Qui e Ora”, cioè nel presente, durante la gara è importantissimo: con l’allenamento si punta a sviluppare la capacità di giocare ogni singola azione al 100% dando un valore quasi maniacale ad ogni punto…perchè questo è l’unico momento che conta.
Cosa è meglio non fare?
-Evita di rimanere sugli errori dell’azione precedente o su qualcosa di sbagliato o di non soddisfacente che hai fatto, in modo da non portartelo dietro per più punti e condizionare le azioni successive
-Evita di correre troppo in avanti facendoti prendere da fretta e ansia… due pessime amiche della buona performance.
Cosa fare e come fare?
-Mantieni l’attenzione sul momento che stai vivendo, pensa a quello che farai da lì a pochissimo, alla tecnica se ti serve rinforzarla, alla tattica che attuerai: dai al tuo cervello poche e precise informazioni affinché possa essere pronto alle situazioni che si proporranno. Generalmente i giocatori non pensano alla tecnica nel momento in cui scendono in campo, perché si sono preparati alla gara ogni giorno e sono pronti a lasciare che l’inconscio metta in campo tutte le abilità che hanno allenato; quindi si concentrano sulla tattica: come fare punto e come non farlo fare all’avversario. Io trovo che un pensiero alla tecnica vada fatto nel momento in cui commettiamo un errore o quando sentiamo che la partita ci sta sfuggendo di mano: ripassare mentalmente il gesto perfetto di un determinato fondamentale aiuta ad essere più decisi e sicuri o a riprendere la concentrazione.
-Usa la tua mente per focalizzarti su pensieri utili, quindi pensa a quello che stai facendo e soprattutto fatti le domande giuste.


La settimana in Messico non è stata tutta rosa e fiori, anzi. Seppur con la consapevolezza che siamo all’inizio del nostro cammino, abbiamo attraversato le nostre prime frustrazioni (a chi piace perdere?), analizzato le partite, fatto delle riunioni per chiarire alcuni punti e ci siamo allenate pensando al prossimo torneo. La presenza di coach Raffa (Andrea Raffaelli) ci è stata di grande aiuto per avere dei feedback esterni al campo: i suoi occhi più oggettivi ed esperti ci hanno dato spunti di miglioramento che abbiamo messo in pratica fin da subito. Ora l’obiettivo è trovare la nostra identità di coppia e per farlo ci serve aumentare le sicurezze tecniche e giocare con costanza, mettendoci a confronto con le altre squadre. Giocare è diverso da allenarsi, c’è tutto un altro tipo di pathos… e per trovare lo stato d’animo più idoneo bisogna scendere in campo il più possibile, sia mentalmente che fisicamente. E poi, come dice Raffa, bisogna abituarsi al disagio, conviverci e starci bene. Perché le difficoltà si presenteranno prima o poi. 



Appena tornati in Italia abbiamo avuto la possibilità di partecipare al programma televisivo Pomeriggio da Campioni su RaiSport1 (ecco il link, il nostro intervento su highlights si chiama Reti di Sabbia qui ): è stata una breve, ma buona occasione per parlare di Beach Volley, disciplina meravigliosa che dovrebbe avere molto più spazio sui media, vista la sua spettacolarità e il livello che le coppie italiane hanno dimostrato di avere nel mondo. Pensate che dopo i due ori di Lupo e Nicolai conquistati in Cina nei primi due tornei di questo 2014 ( e il recente argento degli ingrosso), nessun telegiornale ha dato la notizia. Ne ha parlato qualche quotidiano per fortuna, ma lo spazio che è stato dato a questa impresa non è degno dell’importanza che queste medaglie ricoprono per il nostro movimento e per il grande lavoro che è stato fatto in questi anni in termini di lavoro e investimenti. Non credete?

Ragazzi devo chiudere, inizia la discesa verso terra… è stato un piacere volare con voi!
Un abbraccio e alla prossima,

Momi

RUBRICA- CrossOver- MOTIV...AZIONE

“Mi chiamo Alessandro Del Piero e gioco a calcio. Tutti i miei sogni di bambino si sono avverati: sono una persona fortunata, felice e privilegiata, perché la mia passione è diventata la mia vita e il mio mestiere. Non credo che a un uomo possa toccare una sorte migliore.”

Ciao ragazzi, bentornati su CrossOver!
Oggi vorrei parlarvi di un argomento che credo ognuno di voi abbia incontrato nella sua carriera sportiva o lavorativa e che è trasversale ad ogni sport e attività: la motivazione.
La parola Motivazione (Motiv-Azione) significa “semplicemente” avere un motivo all’azione: siamo motivati quando abbiamo una valida ragione per fare qualcosa.
Immagino che nel tuo sport, nella tua occupazione, nel tuo lavoro, nelle aree a cui tieni particolarmente e che hanno una priorità nella tua vita ti sarà capitato di porti una meta, un obiettivo. E avrai anche capito quanto è importante avere degli obiettivi ambiziosi per svegliarsi ogni mattina con la giusta energia per affrontare la giornata e tutte le sfide che comporta. Alcune volte si sottovaluta quanto sia utile avere le idee chiare su che cosa vuoi? e dove vuoi andare?. Spesso le persone sanno perfettamente che cosa non vogliono, ma non sanno cosa vogliono! Invece il nostro cervello ha bisogno di informazioni ben definite e specifiche per poter sfruttare tutte le sue risorse e per portarci all’obiettivo. Ha bisogno di dettagli. E’ come inserire l’indirizzo di destinazione nel tuo navigatore: di certo non scrivi dove non sei diretto, ma dove vuoi andare, e inserisci città, via e spesso anche numero civico.
Fin da giovane ho avuto ben chiaro in mente cosa volevo: da piccola guardavo i cartoni animati e mi dicevo che volevo arrivare a “Giocare le competizioni importanti (le finali di Campionato e Coppa)” come Mila Azuki! Strada facendo il mio obiettivo è diventato “Giocare in serie A di pallavolo ”…poi “Vincere il campionato”… Poi ho incontrato il beach volley e il mio Sogno è diventato “Vestire la maglia azzurra per rappresentare l’Italia nel mondo”, “Vincere lo scudetto” e infine “Qualificarmi alle Olimpiadi”.
E ti garantisco che questi Obiettivi mi mettevano addosso un’energia pazzesca e una grinta che mi ha permesso di superare degli ostacoli notevoli. E ancora adesso, ripercorrendo mentalmente le tappe della mia carriera, ho ben presente quel fuoco che alimentava la mia Passione, che poi è lo stesso che ancora oggi mi accompagna. Volevo arrivare, volevo arrivare ad ogni costo, volevo diventare un’atleta professionista e poter vivere di sport. Esattamente come Alessandro Del Piero! E questa stella polare che avevo davanti a me, è stata più forte di ogni sacrificio, fatica, rinuncia e sconfitta. Sapevo che ogni partita persa mi stava avvicinando di un pochino verso i miei Sogni, perché da quella sconfitta avevo imparato qualcosa. E giù a lavorare, a crederci, a darci dentro. I miei obiettivi erano fissi davanti a me, in ogni dettaglio.


Tra te e il tuo Sogno con una data di scadenza ci sono una serie di tappe che dovrai raggiungere per avvicinarti, costruisciti un tracciato da seguire (fatto di azioni e strategie ben precise) per poter arrivare a ciò che desideri.
Naturalmente c’erano degli step da fare (allenamenti, scelte importanti, definizione delle priorità), e sapevo che raggiunti quei mini obiettivi mi stavo avvicinando, sapevo che lavorando sodo avrei rosicchiato altri centimetri verso la mia meta.
Poi di recente, oltre ad aver imparato che gli Obiettivi devono avere determinate caratteristiche per essere ben formati (trovate la suddivisione qui: http://www.pnlekis.com/un-po-di-pnl-per-un-fantastico-2010), ho capito che c’è qualcosa di più. Cioè che conoscere che cosa vogliamo ottenere non è sufficiente a motivarci completamente, a farci andare oltre i limiti, le difficoltà, il dolore. Il vero motivo che ci spinge ad agire verso le cose in cui crediamo risiede nello Scopo. Il tuo Scopo si trova nella risposta a queste domande:
- Perché fai quello che fai?
- Che cosa ti darà raggiungere il tuo obiettivo?
- Perché è così importante per te raggiungerlo?
- Che persona sarai una volta raggiunto?

Diciamocelo… nessuno “si fa il mazzo” per un obiettivo, ci si “fa il mazzo” per quello che ci darà raggiungere quell’obiettivo. Che può essere la gioia della realizzazione personale, l’orgoglio, la sicurezza, la soddisfazione nella conferma del tuo valore, la stima verso te stesso…Pensaci: tutto ciò che facciamo lo facciamo non per soldi, notorietà o per avere potere. Il vero motivo è che vogliamo provare emozioni: vogliamo sentirci importanti, sicuri e felici…Ci diamo tanto da fare per le emozioni che il nostro successo ci darebbe. Ad esempio i soldi probabilmente ci servono per sentirci sicuri, tranquilli, liberi…quindi non è il denaro in sé che ci motiva, ma le emozioni che il denaro è in grado di garantirci. Pensa all’ atleta che vince una medaglia e sale sul podio, ciò a cui ambisce è la sensazione di orgoglio per quel riconoscimento, è la gioia per aver vinto, è la sensazione di importanza. E’ per questo che facciamo tutto quello che facciamo. Non si tratta solo di centimetri, di gol, di set, di punti, di secondi… lo sport è come la vita: è una questione di emozioni!
Quindi, se l’obiettivo rappresenta la direzione da seguire, lo Scopo è il motore, la vera spinta che ci serve per muoverci. Lo Scopo ti fornisce l’energia per allenarti cosi tanto, con questa frequenza, questa disciplina, ti dà la motivazione per andare ogni giorno a lottare contro i limiti… e per affrontare tutti i sacrifici necessari.
La cosa bella è che la motivazione non dipende da qualcosa di esterno o che è intorno a noi, ma di interno… nasce da dentro, dalla rappresentazione che tu ti fai dei tuoi sogni e di “come sarebbe” raggiungerli. E ricorda che non esistono persone demotivate, ma esistono obiettivi poco motivanti. Quindi OSA! Punta alla luna! Fai le cose per te, per qualcosa di tuo…ponendoti un obiettivo chiaro, altrimenti lavorerai per l’obiettivo di un altro. E mi raccomando… goditi il viaggio. Apriti ad ogni insegnamento ed evoluzione perché a prescindere dal risultato, cioè se raggiungerai o meno il tuo obiettivo, tu sarai una persona diversa e migliore rispetto a quella che è partita.
Ti lascio con queste parole di Livio Sgarbi (dal suo libro “Istruzioni per Vincere”), che mi caricano un sacco ogni volta!

“Voi vi allenate ogni giorno, più ore al giorno, per che cosa? Per non perdere? Per non fare brutta figura? Entrate negli spogliatoi, vi cambiate e scendete in campo ogni sacrosanto giorno per provare schemi, tattiche, e per prepararvi al grande giorno che si rinnova di torneo in torneo, e questo lo avete fatto sotto la pioggia battente e sotto il sole più cocente. E tutto ciò per che cosa? Per sperare che in partita le cose vadano bene? Ogni settimana ci sono decine di persone che vi guardano e che proiettano in voi il loro desiderio di successo che forse non realizzeranno mai, ma che hanno sognato fino all'esaurimento. Voi siete una minoranza di persone che si sono sudate il privilegio di diventare ciò che ogni italiano ha sognato di diventare almeno una volta nella sua vita: uno sportivo professionista. Sapevate che solo un giocatore su ventimila riesce a diventare professionista? Questa squadra non è formata da persone normali, ma da persone che hanno superato una durissima selezione. Non credo che abbiate fatto tutto ciò per entrare in campo e sperare di vincere, sperare di non fare brutta figura. Credo che dentro ognuno di voi batta il cuore di un lottatore, di un guerriero che ha già saputo superare
enormi difficoltà, con un orgoglio personale tale da scendere in campo e dimostrare chi è veramente. Onorate tutti gli sforzi che avete fatto per trovarvi oggi dove vi trovate. Onorate il privilegio di potervi misurare ogni partita con voi stessi. Onorate il gruppo di cui fate parte. Onorate i vostri compagni di squadra e, soprattutto, onorate voi stessi. L'unica cosa che vi è data di fare è entrare in campo con l'atteggiamento di chi vuole vincere, indipendentemente da chi vi troverete di fronte. Si gioca per vincere, non per non perdere!"



Alla prossima,
Momi
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