VIDEO-Nick Vujicic- "Amo vivere la vita, sono felice"

 
Non ha mai avuto le braccia, né ha mai avuto le gambe. Ma quello di cui è estremamente dotato, e capace di trasmettere, è la voglia di vivere. Si chiama Nick Vujicic l’uomo che della sua vita ha fatto un esempio per chiunque.
Di origini serbe, nacque a Melbourne 30 anni fa. Fu da subito privato di tutti i suoi quattro arti a causa della tetramelia, una malattia genetica le cui varianti – che possono colpire anche solo una coppia d’arti – hanno un’incidenza di 1,5 persone affette su 100.000. L’unica eccezione è data da due piccoli piedi, uno solo dei quali è dotato di due dita. Nick ebbe, com’è prevedibile, un’infanzia travagliata a causa degli atti di bullismo da parte dei compagni di scuola. Pregava spesso, supplicando Dio di dotarlo di ciò che la natura non gli aveva permesso di avere ma, perdendo le speranze, cadde in depressione ed iniziò a pensare al suicidio già all’età di otto anni. Un giorno, Nick lesse un articolo di giornale che descriveva un uomo, affetto da handicap, che affrontava le sue disabilità nonostante le mille difficoltà: la lettura rappresentò una svolta nella sua vita, comprendendo di non essere il solo a dover affrontare avversità come le sue e di poter essere un esempio per molti. Fu all’età di 17 anni che Nick diede vita alla sua organizzazione non-profit per disabili, chiamata Life Without Limbs, che in italiano vuol dire “Vita senza arti”.
Durante la sua vita, Nick ha fronteggiato gli ostacoli fisici sfruttando al meglio le sue limitate capacità. Ha, infatti, imparato a scrivere con una delle due dita del suo piede sinistro, grazie anche all’aiuto di un apparecchio agganciato al dito. È riuscito, inoltre, ad imparare ad usare il computer, radersi, rispondere al telefono e svolgere molte attività che, con una così ridotta capacità motoria, sembrerebbero impensabili.
Oggi Nick è uno speaker motivazionale di fama mondiale. Scrive libri, partecipa a show televisivi e diffonde la sua parola con qualunque mezzo: viaggia ovunque, di continente in continente, andando a donare speranze ai bambini – e non solo – affetti da disabilità, riuscendo altresì ad essere d’esempio a chi nasce senza affezioni del genere.


 
 
Trovo questi 6 video speciali e commoventi. Questo è davvero saper superare i propri limiti. E la cosa magnifica è che ognuno di noi può trovare questa forza! :)
 

Sii un guerriero della luce



-Il guerriero della luce si concentra sui piccoli miracoli della vita quotidiana. Se sa vedere ciò che è bello, è perchè ha la bellezza dentro di sé,
giacchè il mondo è uno specchio che rimanda a ogni uomo il riflesso del suo viso.


-Il guerriero della luce crede. Proprio come credono i bambini.
Poiché crede nei miracoli, i miracoli cominciano ad accadere. Poiché ha la certezza che il proprio pensiero possa cambiargli la vita, la sua vita comincia a cambiare
. Poiché è certo che incontrerà l’amore, l’amore compare.
Di tanto in tanto, è deluso. Talvolta, viene ferito
E allora sente i commenti: "com’è ingenuo!"
Ma il guerriero sa che il prezzo vale. Per ogni sconfitta, ha due conquiste a suo favore.
Tutti coloro che credono lo sanno.

-Il guerriero della luce ha in sè la scintilla di Dio. Il suo destino è quello di stare con gli altri guerrieri, ma a volte avrà bisogno di praticare, solitario, l'arte della spada: perciò quando è separato dai compagni, si comporta come una stella. Illumina quella parte dell'Universo che gli è stata destinata e tenta di mostrare galassie e mondi a coloro che guardano il cielo. La perseveranza del guerriero sarà ben presto ricompensata. A poco a poco, altri guerrieri si avvicininano, e i compagni si riuniscono in costellazioni, coi loro simboli e i loro misteri

-Per realizzare il proprio sogno, ha bisogno di volonta' salda, e di un immensa capacita’ di abbandono. Sebbene egli abbia un obiettivo, il cammino per raggiungerlo non e’ sempre quello che immagina. Percio’ il guerriero usa la disciplina e la compassione. Dio non abbandona mai i propri figli,ma i suoi disegni sono insondabili, ed egli costruisce la strada con i nostri stessi passi. Usando la disciplina e l’abbandono, il guerriero si entusiasma. L’abitudine non puo’mai governare le mosse importanti.

-Un guerriero della luce ha bisogno di amore. L’affetto e la tenerezza fanno parte della sua natura quanto il mangiare, il bere e il piacere del Buon Combattimento. Quando il guerriero non si sente felice davanti al tramonto, c’è qualcosa di sbagliato.

-Un guerriero della luce non ha mai fretta. Il tempo lavora a suo favore: egli impara a dominare l’impazienza, ed evita gesti avventati. Procedendo lentamente, nota la saldezza dei propri passi. E’ consapevole di essere partecipe di un momento decisivo della storia dell’umanità, e sa che, prima di trasformare il mondo, deve cambiare se stesso.
Percio’ ricorda le parole di Lanza del Vasto: "Una rivoluzione ha bisogno di tempo per instaurarsi." Un guerriero non coglie mai il frutto ancora acerbo.

-Un guerriero della luce fa sempre qualcosa fuori dal comune.
Può ballare per la strada mentre si reca al lavoro, guardare negli occhi uno sconosciuto e parlare d’amore al primo incontro, difendere un’idea che può sembrare ridicola. I guerrieri della luce si permettono simili cose.
Un guerriero della luce non passa i giorni tentando di rappresentare il ruolo che altri hanno scelto per lui.

-A volte il guerriero della luce ha l’impressione di vivere due vite nello stesso tempo. In una è obbligato a fare tutto ciò che non vuole, a lottare per idee nelle quali non crede.
Ma c’è anche un’altra vita, ed egli la scopre nei sogni, nelle letture, negli incontri con uomini che la pensano come lui. Il guerriero consente sempre alle due vite di avvicinarsi.
"C’è un ponte che collega quello che faccio con ciò che mi piacerebbe fare", pensa.
A poco a poco, i suoi sogni cominciano a impadronirsi della vita di tutti i giorni, finchè egli avverte di essere pronto per ciò che ha sempre desiderato. Allora basta un pizzico di audacia, e le due vite si trasformano in una.

 

Lettera di Roberto Baggio ai giovani

“A tutti i giovani e tra questi ci sono anche i miei tre figli. Per vent’anni ho fatto il calciatore. Questo certamente non mi rende un maestro di vita ma ora mi piacerebbe occuparmi dei giovani, così preziosi e insostituibili. So che i giovani non amano i consigli, anch’io ero così. Io però, senza arroganza, stasera qualche consiglio lo vorrei dare. Vorrei invitare i giovani a riflettere su queste parole.
La prima è passione. Non c’è vita senza passione e questa la potete cercare solo dentro di voi. Non date retta a chi vi vuole influenzare. La passione si può anche trasmettere. Guardatevi dentro e lì la troverete.
La seconda è gioia. Quello che rende una vita riuscita è gioire di quello che si fa. Ricordo la gioia nel volto stanco di mio padre e nel sorriso di mia madre nel metterci tutti e dieci, la sera, intorno ad una tavola apparecchiata. E’ proprio dalla gioia che nasce quella sensazione di completezza di chi sta vivendo pienamente la propria vita.
La terza è coraggio. E’ fondamentale essere coraggiosi e imparare a vivere credendo in voi stessi. Avere problemi o sbagliare è semplicemente una cosa naturale, è necessario non farsi sconfiggere. La cosa più importante è sentirsi soddisfatti sapendo di aver dato tutto, di aver fatto del proprio meglio, a modo vostro e secondo le vostre capacità. Guardate al futuro e avanzate.
La quarta è successo. Se seguite gioia e passione, allora si può parlare anche del successo, di questa parola che sembra essere rimasta l’unico valore nella nostra società. Ma cosa vuol dire avere successo? Per me vuol dire realizzare nella vita ciò che si è, nel modo migliore. E questo vale sia per il calciatore, il falegname, l’agricoltore o il fornaio.
La quinta è sacrificio. Ho subito da giovane incidenti alle ginocchia che mi hanno creato problemi e dolori per tutta la carriera. Sono riuscito a convivere e convivo con quei dolori grazie al sacrificio che, vi assicuro, non è una brutta parola. Il sacrificio è l’essenza della vita, la porta per capirne il significato. La giovinezza è il tempo della costruzione, per questo dovete allenarvi bene adesso. Da ciò dipenderà il vostro futuro. Per questo gli anni che state vivendo sono così importanti. Non credete a ciò che arriva senza sacrificio. Non fidatevi, è un’illusione. Lo sforzo e il duro lavoro costruiscono un ponte tra i sogni la realtà.
Per tutta la vita ho fatto in modo di rimanere il ragazzo che ero, che amava il calcio e andava a letto stringendo al petto un pallone. Oggi ho solo qualche capello bianco in più e tante vecchie cicatrici. Ma i miei sogni sono sempre gli stessi. Coloro che fanno sforzi continui sono sempre pieni di speranza. Abbracciate i vostri sogni e inseguiteli. Gli eroi quotidiani sono quelli che danno sempre il massimo nella vita.
Ed è proprio questo che auguro a Voi ed anche ai miei figli”.

VIDEO- Severn Suzuki, la bambina che "zittì il mondo per 6 minuti"


    E’ del 1992 il discorso di quella bambina che, come si legge ovunque nei video e negli articoli che la richiamano, «zittì il Mondo per 6 minuti».
    Severn Cullis-Suzuki, allora dodicenne, sostenne un discorso – un monologo – rivolgendosi direttamente alle Nazioni Unite, leggendo i suoi appunti con una disinvoltura invidiabile e senza mai incespicare sulle parole. Il tema: l’acceso problema del degrado ambientale.
    Già da tre anni, Severn faceva parte dell’organizzazione ECO (Environmental Children’s Organization) da lei stessa fondata, il cui scopo era di avvicinare i coetanei e di rivolgere la loro attenzione sul mondo attorno.
    Nel 1992 un gruppo di giovani fondatori dell’ECO (l’organizzazione di ragazzi per l’ambiente) è stato invitato ad esprimersi davanti alle Nazioni Unite. Una giovane ragazza di 12 anni, Severn Cullis-Suzuki, dà una forte testimonianza della situazione umanitaria ed ecologica del mondo.                                                            



    Il suo discorso:
    • "Buonasera, sono Severn Suzuki e parlo a nome di ECO (Environmental Children Organization). Siamo un gruppo di ragazzini di 12 e 13 anni e cerchiamo di fare la nostra parte: Vanessa Suttie, Morgan Geisler, Michelle Quaigg e me. Abbiamo raccolto da noi tutti i soldi per venire in questo posto lontano 5mila miglia, per dire alle Nazioni Unite che devono cambiare il loro modo di agire.Venendo a parlare qui non ho un’agenda nascosta, sto lottando per il mio futuro. Perdere il mio futuro non è come perdere un’elezione o alcuni punti sul mercato azionario.Sono qui per parlare a nome delle generazioni future. Sono qui per parlare a nome dei bambini che stanno morendo di fame in tutto il pianeta e le cui grida rimangono inascoltate. Sono qui per parlare per conto del numero infinito di animali che stanno morendo nel pianeta, perché non hanno più alcun posto dove andare. Ho paura di uscire fuori al sole a causa dei buchi nell’ozono, ho paura di respirare l’aria perché non so quali sostanze chimiche contiene. Ero solita andare a pescare a Vancouver, la mia città, con mio padre, ma solo alcuni anni fa abbiamo trovato un pesce pieno di tumori. E ora sentiamo parlare di animali e piante che si estinguono, che ogni giorno svaniscono per sempre. Nella mia vita ho sognato di vedere grandi mandrie di animali selvatici e giungle e foreste pluviali piene di uccelli e farfalle, ma ora mi chiedo se i miei figli potranno mai vedere tutto questo. Quando avevate la mia età, vi preoccupavate forse di queste cose? Tutto questo sta accadendo sotto i nostri occhi e ciò nonostante continuiamo ad agire come se avessimo a disposizione tutto il tempo che vogliamo e tutte le soluzioni.Io sono solo una bambina e non ho tutte le soluzioni, ma mi chiedo se siete coscienti del fatto che non le avete neppure voi. Non sapete come si fa a riparare i buchi nello strato di ozono, non sapete come riportare indietro i salmoni in un fiume inquinato, non sapete come si fa a far ritornare in vita una specie animale estinta, non potete far tornare le foreste che un tempo crescevano dove ora c’è un deserto.Se non sapete come fare a riparare tutto questo, per favore, smettete di distruggerlo.Qui potete esser presenti in veste di delegati del vostro governo, uomini d’affari, amministratori di organizzazioni, giornalisti o politici, ma in verità siete madri e padri, fratelli e sorelle, zie e zii, e tutti voi siete anche figli.Sono solo una bambina, ma so che siamo tutti parte di una famiglia che conta 5 miliardi di persone – in realtà, una famiglia di 30 milioni di specie. E nessun governo, nessuna frontiera, potrà cambiare questa realtà. Sono solo una bambina ma so che dovremmo tenerci per mano e agire insieme come un solo mondo, per raggiungere un solo scopo. Nella mia rabbia non sono cieca e la mia paura non mi impedisce di dire al mondo quello che sento. Nel mio paese produciamo così tanti rifiuti, compriamo e buttiamo via, compriamo e buttiamo via, compriamo e buttiamo via, e tuttavia i paesi del nord non condividono con i bisognosi. Anche se abbiamo più del necessario, abbiamo paura di condividere, abbiamo paura di dare via un po’ della nostra ricchezza. In Canada viviamo una vita privilegiata, siamo ricchi d’acqua, di cibo, di case; abbiamo orologi, biciclette, computer e televisioni. La lista potrebbe andare avanti per due giorni. Due giorni fa, qui in Brasile siamo rimasti scioccati mentre trascorrevamo un po’ di tempo con i bambini di strada. Questo è quello che ci ha detto un bambino di strada: «Vorrei essere ricco, e se lo fossi vorrei dare ai bambini di strada cibo, vestiti, medicine, una casa, amore e affetto». Se un bimbo di strada che non ha niente è disponibile a condividere, perché noi che abbiamo tutto siamo ancora così avidi? Non posso smettere di pensare che quelli sono bambini che hanno la mia stessa età e che nascere in un Paese o in un altro fa ancora una così grande differenza; che potrei essere uno dei bambini che vivono in una favela di Rio, o uno dei bambini che muoiono di fame in Somalia, una vittima di guerra in medio-oriente o un mendicante in India. Sono solo una bambina ma so che se tutto il denaro speso in guerre fosse destinato a cercare risposte ambientali, a eliminare la povertà e a siglare degli accordi, che mondo meraviglioso sarebbe questa Terra! A scuola, persino all’asilo, ci insegnate come ci si comporta al mondo. Ci insegnate a non litigare con gli altri, a risolvere i problemi, a rispettare gli altri, a rimettere a posto tutto il disordine che facciamo, a non ferire altre creature, a condividere le cose, a non essere avari. Allora perché voi fate proprio quelle cose che ci dite di non fare? Vi siete scordati lo scopo di queste conferenze, perché le state facendo? Noi siamo i vostri figli, voi state decidendo in quale mondo noi dovremo crescere. I genitori dovrebbero poter consolare i figli dicendo: «Tutto andrà a posto. Non è la fine del mondo, stiamo facendo del nostro meglio». Ma non credo che voi possiate dirci ancora queste cose. Siamo davvero nella lista delle vostre priorità? Mio padre dice sempre che «siamo ciò che facciamo, non ciò che diciamo». Bene, quello che voi state facendo mi fa piangere la notte. Voi continuate a dire che ci amate, ma io vi lancio una sfida: per favore, fate che le vostre azioni riflettano le vostre parole. Grazie"

    Keep Dreaming


    Vivi pienamente la tua vita ogni singolo giorno. 
    Fai esperienze, gioisci, sogna! 
    Abbi cura di te e dei tuoi amici. 
    Divertiti, fai il pazzo, non aver paura di essere considerato strano. 
    Esci, viaggia, impara! 
    Vai dove desideri e godi ogni singolo istante, ogni singolo passo. 
    Cogli l’opportunità di imparare dai tuoi errori, non essere così cocciuto da credere che non li farai. 
    Immagina la vita come tu la vuoi e costruiscila un mattoncino al giorno, te la meriti! 
    Non cercare di essere sempre perfetto, perchè ti do una buona notizia, nessuno lo è. 
    Sii semplicemente un buon esempio per chi ti sta intorno. 
    Ama le cose che fai e sii felice.

    S.Littleword


    A te... anima bella


    A te che mi guardi partire per nuove esperienze senza sapere quando torno
    A te che mi permetti di andare ad inseguire i miei sogni e a fare quello per cui sono nata
    A te che da sportivo sai stare accanto ad una sportiva, con pazienza, compr...
    ensione, fiducia, energia ed entusiasmo
    A te che vinci e perdi insieme a me, attraverso lo schermo di un computer, lontano centinaia di km, ma sempre presente
    A te esempio di disponibilita', concretezza, disciplina, rispetto
    A te che mi segui quando ti lascio e mi accogli quando ritorno
    A te che al telefono vuoi sapere come e' andata la mia giornata, che cosa ho fatto di bello, che cosa ho imparato di nuovo.
    A te che hai cura del mio cuore e dei miei pensieri
    A te che sogni, progetti, inventi, desideri, disegni insieme a me.





    A te che a volte sei piu' orgoglioso di me di quanto io lo sia di me stessa
    A te che lecchi le mie ferite e amplifichi ogni gioia
    A te che sei felice perché io sono felice
    A te che paghi il prezzo della lontananza ma mai me lo fai pesare
    A te che senti la mia mancanza, ma mai mi togli la liberta' di decidere
    A te, Marco, persona rara e speciale che ho la fortuna di amare...
    GRAZIE.