I 18 Principi del XIV Dalai Lama

1) Tieni sempre conto del fatto che un grande amore e dei grandi risultati comportano un grande rischio.

2) Quando perdi, non perdere la lezione.

3) Segui sempre le 3 "R": Rispetto per te stesso, Rispetto per gli altri, Responsabilità per le tue azioni.

4) Ricorda che non ottenere quel che si vuole può essere talvolta un meraviglioso colpo di fortuna.

5) Impara le regole, affinché tu possa infrangerle in modo appropriato.

6) Non permettere che una piccola disputa danneggi una grande amicizia.

7) Quando ti accorgi di aver commesso un errore, fai immediatamente qualcosa per correggerlo.

8) Trascorri un po' di tempo da solo ogni giorno.

9) Apri le braccia al cambiamento, ma non lasciar andare i tuoi valori.

10) Ricorda che talvolta il silenzio è la migliore risposta.

11) Vivi una buona, onorevole vita, di modo che, quando ci ripenserai da vecchio, potrai godertela una seconda volta.

12) Un'atmosfera amorevole nella tua casa dev'essere il fondamento della tua vita.

13) Quando ti trovi in disaccordo con le persone a te care, affronta soltanto il problema attuale, senza tirare in ballo il passato.

14) Condividi la tua conoscenza. E' un modo di raggiungere l'immortalità.

15) Sii gentile con la Terra.

16) Almeno una volta l'anno, vai in un posto dove non sei mai stato prima.

17) Ricorda che il miglior rapporto è quello in cui ci si ama di più di quanto si abbia bisogno l'uno dell'altro.

18) Giudica il tuo successo in relazione a ciò a cui hai dovuto rinunciare per ottenerlo.


La mia nonna INFORMA

Ecco qui la mia nonnina, 80 anni a settembre, 7 gravidanze, un solo rene da quando aveva 18 anni, non prende alcuna medicina. E' gentile, delicata e profuma come una bambina.
Ha una pelle bellissima e valori degli esami perfetti.
Il segreto? Mangia poco e le cose giuste, prega tanto (quindi medita), ringrazia, passeggia.

E' un caso che evitando determinati alimenti per non affaticare il suo unico rene stia cosi bene? A me piace pensare di no...
Niente zucchero, niente dolci, no fragole, no uova, niente pesce, pochissima carne bianca, pochissimi latticini, niente alcool.


La sua giornata tipo?

Colazione: una tazza di latte di soya con poco caffè con crusca e due fette biscottate integrali con marmellata di arance amare
Spuntino: qualche noce, mela cotta o cruda
Pranzo: minestra di verdura e cereali, o pasta con olio o riso con verdure
Merenda: cappuccino o the con fette di pane integrale
Cena: minestra, qualche volta formaggio, qualche volta carne bianca, verdure, legumi e patate.


E' uno spettacolo! :)
 



RUBRICA- Volleymania- Momi..rimetto, la forza per superare un infortunio


Ciao ragazzi! Dai che è quasi primavera…vi sento scalpitare!


Vi è mai capitato di andare incontro ad uno stop forzato dai vostri allenamenti o programmi a causa di un infortunio? Bè io ne ho da poco fatto esperienza e oggi vi racconto nel dettaglio che cosa mi è successo e come ho deciso di affrontare la vicenda.
Da un anno soffrivo di una tendinite cronica del rotuleo del ginocchio destro che nonostante le cure fatte non sembrava regredire. Anzi, con la ripresa degli allenamenti in Nazionale la situazione è peggiorata fino a impedirmi di allenarmi correttamente. Quindi con lo staff e i dottori abbiamo deciso che l’unico modo per poter permettere al mio tendine degenerato di recuperare ed evitare di rompersi continuando a giocare era quello di operarlo. Ho subìto un intervento durato pochi minuti ma al ginocchio servirà un periodo dai 2 ai 4 mesi per recuperare.
Per un atleta l’infortunio è sempre un momento delicato della carriera. Non voglio paragonare una sciocchezza del genere agli interventi che vengono fatti quotidianamente per curare patologie ben più gravi, io qui parlo da professionista sportiva, quindi ogni mio commento va relazionato a questa attività. Ovviamente noi usiamo il nostro corpo come strumento di lavoro e quando capita di doversi fermare, è necessario gestire bene ogni contesto, da quello fisico per sapere come rientrare al più presto, a quello mentale per non subire l’infortunio come un “periodo negativo”.
E quale occasione migliore di questa per mettere alla prova le tecniche che sto imparando nel mio Master in Coaching? (percorso di studi per diventare “Mental Coach”, ne parlo qui
http://www.giuliamomoli.blogspot.it/2013/01/rubrica-crossover-mens-sana.html)
Devo ammettere di essere molto orgogliosa di come sto affrontando questa situazione, appena ricevuto il responso dall’ortopedico mi sono data subito da fare per trovare tutti i buoni motivi per cui uno stop del genere potrebbe essermi utile come persona e come atleta. E, posto che io amo tremendamente quello che faccio e che questo gioco non mi stanca mai, ho dovuto fare un gran lavoro di ristrutturazione mentale!

Quello su cui ho ragionato è che un’esperienza del genere ti consente di tornare più solido e più ricco di prima perché nel periodo che ti separa dall’allenamento sulla sabbia hai occasione di lavorare fisicamente e mentalmente sui limiti, sul dolore, sugli obiettivi e per farlo hai bisogno di pazienza, sacrificio, forza, determinazione, coraggio e aggressività…E tante altre risorse che continuerò ad allenare fino al giorno in cui riprenderò la palla in mano.

La stagione si prospetta ricca di impegni tra Mondiale, Europei, Giochi del Mediterraneo e questo mi stimola a voler tornare al più presto. Inoltre quest’anno i tornei del Tour finiranno a dicembre, ci sarà da divertirsi! Non voglio bruciare le tappe, soprattutto in questa fase iniziale dove la fretta è una cattiva compagna, ma farò tutto il possibile (e anche di più) per rientrare in campo alla grande.
Come vi scrivevo sto adottando delle tecniche e sto facendo degli esercizi che mi permettono di allenarmi con la mente e accelerare i tempi di recupero del mio ginocchio. Ho stabilito con i miei amici di corso i tempi di rientro….vi farò sapere quanto ci andremo vicini! ;)
Non posso ancora guidare e avrò le stampelle per altri 8 giorni, quindi da Falconara mi sono spostata a Roma, dove Marco può accompagnarmi a fare terapia. Sono concentrata al massimo nella fisioterapia che al momento sto effettuando con Filippo D’Elia, fisioterapista dell’MRoma Volley. Ogni seduta di riabilitazione faccio passi in avanti, piccoli progressi, qualche grado di piegamento, il sollevamento della gamba tesa, il muscolo che risponde in modo diverso. E’ davvero una gran soddisfazione migliorare!
E Gino, così è stato soprannominato il mio ginocchio, si sta comportando davvero bene. Tra l’altro in un momento di creatività ho deciso di scrivere un libro (con l’intenzione di essere d’esempio e d’aiuto) su questo infortunio e su come si possano affrontare costruttivamente le sfide che ci vengono presentate dalla vita. Pensavo di integrare i capitoli in cui racconto la mia storia e le situazioni in cui mi imbatto quotidianamente davvero diverse da come ero abituata, con capitoli in cui un addetto ai lavori (un mental coach di professione) spiega nel dettaglio le tecniche che sto utilizzando.
Infine, mi sono concentrata a cercare l’alimentazione ideale per questo periodo: una dieta antiinfiammatoria, volta a togliere tutti gli alimenti che possono disturbare il mio processo di recupero e a favorire quelli invece necessari ad accelerarlo (se vi interessa la trovate qui:
http://www.giuliamomoli.blogspot.it/p/animatamente.html ).
Niente va lasciato al caso, giusto?
Concludo ringraziando di cuore tutte le persone che mi sono state vicine in questo momento non previsto, ma certamente non capitato a caso, e che mi hanno mandato la loro bellissima energia. Grazie a loro ho affrontato l’operazione super convinta che sarebbe andato tutto bene e con una carica emotiva incredibile. Grazie a Marco, Lissandro, Glauco e alle ragazze della Nazionale, grazie a Sergio, medico federale, al Centro Kara e a Claudio, il chirurgo che mi ha operata. Grazie infinite al meraviglioso e prezioso gruppo di Ekis, alla mia famiglia, alla famiglia di Marco, ai miei nipotini e a tutti i miei super amici. Mi sento davvero molto fortunata a poter godere del loro affetto.


Vi lascio, se ancora non lo aveste visto, questo video che parla di Passione, Gioia, Coraggio, Successo e Sacrificio.
Io l’ho trovato davvero “Inspirational”.

http://www.youtube.com/watch?v=nqpKVteRSCI

A presto, Momi

RUBRICA-CrossOver-Quando il Beach Volley fa scuola

Ciao ragazzi, è la vigilia del mio intervento al ginocchio: domani mi sottoporrò ad un operazione al tendine rotuleo che da mesi e mesi mi limita e mi impedisce di allenarmi a regime. E quando ti dicono che è l’ultima chance per stare meglio, cosa fai? Accetti la sfida, ovvio! Per un atleta l’infortunio è sempre un momento delicato, ma sono sicura che riuscirò a trarre dei benefici da questo periodo lontana dalla sabbia. Tornerò presto, più motivata e agguerrita che mai ;)

In attesa di arricchirmi di questa nuova esperienza, oggi voglio introdurvi ad alcune delle opportunità che ci sono in Italia per praticare Beach Volley. Questo mese parleremo di 2 scuole della nostra penisola che oltre alle già affermatissime Beach Volley Academy di Roma e Open Beach di Milano, stanno svolgendo un ottimo lavoro. Ho intervistato Luca Tomassi, responsabile di Urban Beach di Roma, e Thomas Casali, per Beach Volley University di Cesenatico.

Buona lettura! J
Urban Beach:
1. Quando e come è nata l'idea di aprire la vostra scuola?
1. La voglia di aprire un centro sportivo ed in particolare una scuola di beach volley l'ho sempre avuta e devo ringraziare Claudia Ciavarelli e tutta la dirigenza del Volleyro se questo sogno si è potuto realizzare… in effetti siamo solo all'inizio e i nostri progetti sono molto ambiziosi

2. Perché il beach volley?
2. Sin da quando ho avvicinato questa disciplina sportiva sia come giocatore di medio livello che come allenatore ho avuto subito l'impressione che fosse una disciplina sportiva molto divertente e con la grande capacità di far aggregare le persone in maniera diversa da molte altre discipline. Inoltre è uno sport in forte crescita in tutto il mondo nonché una grandissima mia passione personale

3. Cosa offre la vostra struttura?
3. La nostra struttura offre una serie di campi da gioco nel bel mezzo della città di Roma con sabbia di alta qualità e ben riscaldata, permettendo a tutti di avere per così dire il mare sotto casa, e garantisce soprattutto un’altissima qualità relativa al livello di preparazione degli allenatori sia per i corsi dei principianti che per quelli seguiti da atleti più evoluti

4. Che prospettive ci sono nella tua scuola per una persona che decide di dedicarsi al beach volley?
4. Le prospettive che la nostra scuola può offrire ad un atleta sono molteplici. I nostri corsi sono strutturati sia per atleti che hanno voglia di trovare serenità, divertimento e relax nel giusto clima competitivo, sia per atleti che partecipano con grande successo ai campionati italiani assoluti e giovanili

5. Che obiettivi hanno i vostri allievi?
5. Gli obiettivi possono essere molto diversi tra loro: abbiamo una scuola giovanile di altissimo livello e su quella puntiamo per ciò che riguarda la costruzione del beach volley come sport del futuro, poi abbiamo un gran numero di praticanti e appassionati che costituiscono per noi una vera e propria gioia nel vederli giocare crescere e imparare ed essere soddisfatti di loro stessi pur non partecipando a livelli di alta competizione sportiva

6. Quali risorse mettete a disposizione dei vostri atleti?
6. In questo periodo della vita italiana purtroppo le risorse da mettere a disposizione degli atleti non sono molte, la nostra politica giovanile però ci permette di far partecipare gratuitamente (senza ulteriori costi per le famiglie) i ragazzi giovani al di sotto dei 20 anni a tutti i tornei che noi organizziamo internamente alla nostra scuola. Per il resto ciò che possiamo offrire è la certezza di avere un'alta qualità del lavoro svolto sulla sabbia.

7. Come è organizzato il vostro staff?
7. Sotto la mia personale responsabilità e di Claudia Ciavarelli tutti gli allenatori periodicamente si confrontano sul lavoro svolto fino a quel momento e su quello da svolgere. Ogni allenatore è responsabile tecnico del proprio gruppo di allenamento: la struttura dirigenziale è ben rappresentata da Laura Bruschini personaggio del beach volley italiano che non ha bisogno di presentazioni; tra i nostri allenatori di maggiore richiamo abbiamo certamente Dionisio Lequaglie e Fosco Cicola. Anche loro non hanno bisogno certo di ulteriore presentazione.

8. A che tipo di tornei partecipate e organizzate?
8. I tornei ai quali partecipiamo e organizziamo sono di tutti i tipi: vanno dai tornei amatoriali per i ragazzi che hanno appena cominciato, fino ai tornei federali di massimo livello nazionale. Tra le nostre atlete figurano anche Debora e Jessica allegretti che nel recente passato hanno ottenuto successi a livello assoluto sia in Italia che nelle competizioni internazionali giovanili

9. Un pregio della tua scuola?
9. Credo che un grande pregio della nostra scuola sia dovuto al fatto che ogni atleta che partecipa ad un nostro corso è al centro della nostra attenzione e la qualità della nostra proposta tecnica è alta e indirizzata ad ogni singolo partecipante senza esclusione o preclusioni per nessuno. Di questo i nostri atleti sono molto contenti, lo sentono e ci dimostrano affetto ogni giorno dando il meglio di loro e dimostrando gratitudine nei confronti della scuola e degli allenatori

10. Come vedi la tua scuola nel futuro? Che progetti ambiziosi hai?
10. La nostra scuola nel futuro deve essere un centro di aggregazione per le persone che vogliono svolgere sport in particolare il beach volley a qualsiasi livello e per questo la nostra offerta formativa deve essere varia. Il mio personale progetto è molto ambizioso.... ma non è adesso il momento di descriverlo! Ora, insieme a Claudia, devo lavorare giorno dopo giorno per veder crescere la nostra scuola continuando a regalare un semplice sorriso alle persone che la frequentano.

Per saperne di più: http://www.urbanbeach.it/


Beach Volley University:

1. Quando e come è nata l'idea di aprire la vostra scuola?
1. La Bvu nasce nel luglio 2009 per mano di Thomas Casali e Marcello Abbondanza in occasione dell’ organizzazione della tappa del campionato italiano a Cesenatico. Il progetto Bvu nasce però da lontano come finalizzazione dell'attività di un gruppo di beachers romagnoli decisi a trasformare la loro passione in qualcosa di più strutturato rispetto alla sola attività agonistica. Dal 2009 l'attività agonistica romagnola si riunisce sotto il cappello della nuova società, alla quale partecipano gli atleti di punta romagnoli tra cui l'attuale campione italiano in carica, Gianluca Casadei. A settembre viene inaugurato il primo corso di beach volley x amatori ai quali partecipano circa 30 persone allenate dagli atleti che compongono il team agonistico.

Da quel momento in poi è un susseguirsi di iniziative, di eventi e di attività che portano in brevissimo tempo la Bvu ad essere una società di riferimento a livello nazionale. Tuttora l’unica ad avere scuola per amatori, team agonistici maschili e femminili e la struttura per organizzare eventi di rilevanza nazionale.

Oggi la Bvu conta circa 150 allievi, nel 2011 è stata la società di beach volley più titolata d'Italia (piazzando inoltre nelle finali 3 team sul podio: argento nel seniores maschile, bronzo nel seniores femminile e argento nell'under 20 maschile) e nel 2012 ha conquistato con Gianluca Casadei lo scudetto tricolore.

2. Perché il beach volley?
2. Le anime portanti della Bvu sono accomunate da una grande passione: beach volley! Il beach volley inteso non solo come sport ma anche come stile di vita. Lo spirito del beacher, estroverso, gioioso, intraprendente e facilmente adattabile al mondo esterno è quello che ha permesso alla BVU di raggiungere gli importanti obiettivi degli ultimi anni.

3. Cosa offre la vostra struttura?
3. La Bvu offre una scuola x amatori con tecnici federali di primissimo livello, quattro strutture invernali in cui fare attività (per un totale di 18 campi coperti utilizzabili), un area estiva con 15 campi a disposizione da maggio ad ottobre presso la spiaggia libera di Cesenatico, oltre all'organizzazione di tornei e camp in Italia e all'estero.
 Per i team agonistici la Bvu mette a disposizione preparatori atletici, medici, nutrizionisti oltre al supporto tecnico, logistico ed economico.

4. Che prospettive ci sono nella tua scuola per una persona che decide di dedicarsi al beach volley?
4. La Bvu è in grado di soddisfare le aspettative di qualunque appassionato, da quelli che vogliono semplicemente divertirsi ed imparare a giocare, a quelli che vogliono intraprendere la strada dell'attività agonistica.

5. Che obiettivi hanno i vostri allievi?
5. Gli obiettivi principali degli allievi Bvu sono il miglioramento della qualità del proprio gioco, il divertimento e la scoperta dei segreti e delle modalità di gioco di questo bellissimo ma difficilissimo sport.

6. Come è organizzato il vostro staff?
6. Lo staff è composto da un gruppo dirigenziale di 4 persone (Thomas Casali, Marcello Abbondanza, Gianluca Casadei e Luca Vonti) che si occupano comunque della formazione e da uno staff di 8 allenatori/allenatrici più vari collaboratori.

7. A che tipo di tornei partecipate e organizzate?
7. Gli atleti Bvu partecipano a tutte le competizioni, dalle tappe del world tour (lo scorso anno con Gianluca Casadei, Eugenio Amore, Matteo Martino), al campionato italiano, fino ai tornei amatoriali di attività promozionale.
 La Bvu negli ultimi 3 anni ha organizzato due tappe del campionato italiano assoluto, una decina di tappe open, altrettante regionali e una trentina di tornei amatoriali.

8. Un pregio della tua scuola?
8. I principali pregi della Bvu sono la grande attenzione nei confronti dei propri allievi ed una grande dinamicità che sfocia in tante opportunità di gioco ed aggregazione.

9. Come vedi la tua scuola nel futuro? Che progetti ambiziosi hai?
9. L'obiettivo principale è la crescita. Sia per espandere la scuola su altri centri della romagna, sia come numero e qualità di eventi organizzati. In generale la BVU punta molto sui giovani e da quest'anno il settore agonistico sarà principalmente dedicato alla crescita e alla formazione dei giovani talenti sia al maschile che al femminile. In ottica futura vorremmo diventare un centro di riferimento per la federazione nazionale, mettendo a disposizione la nostra organizzazione e le nostre strutture per la crescita del movimento nazionale giovanile.

Per saperne di più: http://www.beachvolleyuniversity.it/
Alla prossima!
Momi

VIDEO-Nick Vujicic- "Amo vivere la vita, sono felice"

 
Non ha mai avuto le braccia, né ha mai avuto le gambe. Ma quello di cui è estremamente dotato, e capace di trasmettere, è la voglia di vivere. Si chiama Nick Vujicic l’uomo che della sua vita ha fatto un esempio per chiunque.
Di origini serbe, nacque a Melbourne 30 anni fa. Fu da subito privato di tutti i suoi quattro arti a causa della tetramelia, una malattia genetica le cui varianti – che possono colpire anche solo una coppia d’arti – hanno un’incidenza di 1,5 persone affette su 100.000. L’unica eccezione è data da due piccoli piedi, uno solo dei quali è dotato di due dita. Nick ebbe, com’è prevedibile, un’infanzia travagliata a causa degli atti di bullismo da parte dei compagni di scuola. Pregava spesso, supplicando Dio di dotarlo di ciò che la natura non gli aveva permesso di avere ma, perdendo le speranze, cadde in depressione ed iniziò a pensare al suicidio già all’età di otto anni. Un giorno, Nick lesse un articolo di giornale che descriveva un uomo, affetto da handicap, che affrontava le sue disabilità nonostante le mille difficoltà: la lettura rappresentò una svolta nella sua vita, comprendendo di non essere il solo a dover affrontare avversità come le sue e di poter essere un esempio per molti. Fu all’età di 17 anni che Nick diede vita alla sua organizzazione non-profit per disabili, chiamata Life Without Limbs, che in italiano vuol dire “Vita senza arti”.
Durante la sua vita, Nick ha fronteggiato gli ostacoli fisici sfruttando al meglio le sue limitate capacità. Ha, infatti, imparato a scrivere con una delle due dita del suo piede sinistro, grazie anche all’aiuto di un apparecchio agganciato al dito. È riuscito, inoltre, ad imparare ad usare il computer, radersi, rispondere al telefono e svolgere molte attività che, con una così ridotta capacità motoria, sembrerebbero impensabili.
Oggi Nick è uno speaker motivazionale di fama mondiale. Scrive libri, partecipa a show televisivi e diffonde la sua parola con qualunque mezzo: viaggia ovunque, di continente in continente, andando a donare speranze ai bambini – e non solo – affetti da disabilità, riuscendo altresì ad essere d’esempio a chi nasce senza affezioni del genere.


 
 
Trovo questi 6 video speciali e commoventi. Questo è davvero saper superare i propri limiti. E la cosa magnifica è che ognuno di noi può trovare questa forza! :)
 

Sii un guerriero della luce



-Il guerriero della luce si concentra sui piccoli miracoli della vita quotidiana. Se sa vedere ciò che è bello, è perchè ha la bellezza dentro di sé,
giacchè il mondo è uno specchio che rimanda a ogni uomo il riflesso del suo viso.


-Il guerriero della luce crede. Proprio come credono i bambini.
Poiché crede nei miracoli, i miracoli cominciano ad accadere. Poiché ha la certezza che il proprio pensiero possa cambiargli la vita, la sua vita comincia a cambiare
. Poiché è certo che incontrerà l’amore, l’amore compare.
Di tanto in tanto, è deluso. Talvolta, viene ferito
E allora sente i commenti: "com’è ingenuo!"
Ma il guerriero sa che il prezzo vale. Per ogni sconfitta, ha due conquiste a suo favore.
Tutti coloro che credono lo sanno.

-Il guerriero della luce ha in sè la scintilla di Dio. Il suo destino è quello di stare con gli altri guerrieri, ma a volte avrà bisogno di praticare, solitario, l'arte della spada: perciò quando è separato dai compagni, si comporta come una stella. Illumina quella parte dell'Universo che gli è stata destinata e tenta di mostrare galassie e mondi a coloro che guardano il cielo. La perseveranza del guerriero sarà ben presto ricompensata. A poco a poco, altri guerrieri si avvicininano, e i compagni si riuniscono in costellazioni, coi loro simboli e i loro misteri

-Per realizzare il proprio sogno, ha bisogno di volonta' salda, e di un immensa capacita’ di abbandono. Sebbene egli abbia un obiettivo, il cammino per raggiungerlo non e’ sempre quello che immagina. Percio’ il guerriero usa la disciplina e la compassione. Dio non abbandona mai i propri figli,ma i suoi disegni sono insondabili, ed egli costruisce la strada con i nostri stessi passi. Usando la disciplina e l’abbandono, il guerriero si entusiasma. L’abitudine non puo’mai governare le mosse importanti.

-Un guerriero della luce ha bisogno di amore. L’affetto e la tenerezza fanno parte della sua natura quanto il mangiare, il bere e il piacere del Buon Combattimento. Quando il guerriero non si sente felice davanti al tramonto, c’è qualcosa di sbagliato.

-Un guerriero della luce non ha mai fretta. Il tempo lavora a suo favore: egli impara a dominare l’impazienza, ed evita gesti avventati. Procedendo lentamente, nota la saldezza dei propri passi. E’ consapevole di essere partecipe di un momento decisivo della storia dell’umanità, e sa che, prima di trasformare il mondo, deve cambiare se stesso.
Percio’ ricorda le parole di Lanza del Vasto: "Una rivoluzione ha bisogno di tempo per instaurarsi." Un guerriero non coglie mai il frutto ancora acerbo.

-Un guerriero della luce fa sempre qualcosa fuori dal comune.
Può ballare per la strada mentre si reca al lavoro, guardare negli occhi uno sconosciuto e parlare d’amore al primo incontro, difendere un’idea che può sembrare ridicola. I guerrieri della luce si permettono simili cose.
Un guerriero della luce non passa i giorni tentando di rappresentare il ruolo che altri hanno scelto per lui.

-A volte il guerriero della luce ha l’impressione di vivere due vite nello stesso tempo. In una è obbligato a fare tutto ciò che non vuole, a lottare per idee nelle quali non crede.
Ma c’è anche un’altra vita, ed egli la scopre nei sogni, nelle letture, negli incontri con uomini che la pensano come lui. Il guerriero consente sempre alle due vite di avvicinarsi.
"C’è un ponte che collega quello che faccio con ciò che mi piacerebbe fare", pensa.
A poco a poco, i suoi sogni cominciano a impadronirsi della vita di tutti i giorni, finchè egli avverte di essere pronto per ciò che ha sempre desiderato. Allora basta un pizzico di audacia, e le due vite si trasformano in una.