La ZebrIntervista con... Giulia Momoli

ZebrIntervista con….Giulia Momoli

di Mirko Zebrone
www.mirkozebrone.it

15 Agosto 2013
Giulia Momoli - Foto Marco Mottolese
Foto @ Marco Mottolese
 
Dagli ostacoli che ti riserva la vita c'è tanto da imparare. Sono quelle situazioni in cui ti trovi dentro, nelle quali devi sapere quali azioni adottare per affrontarle, occasioni importanti per scoprire lati della propria persona di cui, forse, si conosceva ancora poco.
La mancata qualificazione olimpica non le ha tolto l'amore per il beach, un tatuaggio indelebile sulla pelle, l'infortunio al ginocchio e la riabilitazione le hanno aperto le porte per quelle vie che percorrerà in un futuro non lontano.
Buongiorno a tutti e benvenuti nello beach volley zoo della zebra con la nuova ospite di questa giornata calda di Ferragosto: Giulia "Momi" Momoli.

Z: Ciao Giulia, come stai? Direi di cominciare con una bella frase trovata su pallavoliamo.it per descrivere il tuo sport, il beach volley: "E' molto più di un gioco, è un tatuaggio sulla pelle". Parlando a ruota libera, che cos'è per te il beach volley? Perché questo sport e il suo ambiente sono così importanti per te?
G: Ho deciso di tatuarmi una palla, la presenza costante della mia vita, perché volevo che fosse visibile anche sulla mia pelle il segno indelebile per questa passione. Ho conosciuto la palestra a 7 anni e ne ho vissute davvero tante, con la pallavolo prima e il beach volley poi. Essere una beacher è speciale, ogni giocatore di beach volley ha dentro di sé una scintilla di coraggio e unicità che lo rende indistinguibile. E’ uno sport ricco di sfumature: è determinazione, costanza, allenamento, forza, dedizione, agonismo, nervi saldi, aggressività, mente lucida ed emozioni. E’ resistenza alla fatica, all’impegno, alla pressione, “agli urti”. E' uno stile di vita per chi ama viaggiare, conoscere, arricchirsi, mettersi costantemente alla prova. E' un abitudine al lavoro, all'adattamento ad ogni condizione, alla resilienza. E’ la capacità di dare il tuo meglio in campo mettendo il tuo compagno nelle condizioni di poter fare lo stesso. E’ limare i tuoi punti deboli e sviluppare quelli forti, ampliare le tue capacità, rafforzare i tuoi talenti. E' la ricerca dell'eccellenza del gesto tecnico, del modo giusto di pensare, di muoversi, di mangiare. E' questo e molto di più... e avere la possibilità di ricercare ogni giorno il tuo massimo è un'esperienza straordinaria.

Z: Cara dott.ssa Momoli (così ricordiamo che sei laureata in Scienze della Formazione, 2006), hai preso parte al World Tour di Roma in una veste insolita, ovvero quella della reporter e commentatrice, sfruttando poi le tue conoscenze da Mental Coach per analizzare parole e sguardi degli atleti in campo. Che valutazione puoi dare a questa "nuova" esperienza che ti ha visto protagonista? Quanto ti ha arricchita, in particolar modo dal punto di vista professionale?
G: Sto seguendo un Master con l’azienda Ekis per diventare Mental Coach quindi ho approfittato dell'occasione del World Tour di Roma per osservare attentamente i giocatori impegnati nel torneo, concentrandomi non solo sulla loro capacità tecnica, ma anche sull'atteggiamento mentale che mostrano in campo. Vestire i panni della commentatrice tv è stata un'esperienza diversa e divertente! Ho cercato di descrivere al meglio ai telespettatori, le partite proposte con la visione e la prospettiva di un giocatore. Mi ha arricchito svolgere un ruolo che abitualmente non mi appartiene e ho vissuto la settimana con tanto entusiasmo. Mi sono sentita a mio agio nel ruolo di commentatrice tecnica, aiutata dal mitico Maurizio Colantoni… quindi poi chissà, per il futuro, non si sa mai... ;)
Z: Domanda molto difficile e molto professionale: che fai di bello in questa estate 2013?
G: Da febbraio sono impegnata nel recupero del mio infortunio: sono stata operata al tendine rotuleo, e sto lavorando quotidianamente, con impegno ed energia, per tornare in campo. La stagione è stata decisamente diversa per me, non ho ancora disputato un torneo e mi sto allenando per rientrare nella migliore condizione fisica. Come sto continuando a ripetere da mesi questo stop mi sta dando la possibilità di imparare molto e sono certa che tutto quello che saprò trarre da questo periodo, soprattutto dai tratti in salita, mi darà un valore aggiunto in qualsiasi campo. Nel beach volley, nella mia vita personale e in quella professionale futura, di mental coach, quando metterò a servizio degli altri questa esperienza. Mi piace pensare a quanto sarò d’aiuto ad un’atleta che deve relazionarsi ad un infortunio importante! Questo limite fisico mi ha tenuto fuori dal campo e ha richiesto un lavoro rigoroso e personalizzato, ma mi ha dato una grande possibilità: se da un lato c’è stato il dispiacere di non essermi allenata a pieno regime per disputare i tornei, dall’altro ho avuto l’occasione preziosa di poter studiare con continuità, scoprendo e sviluppando un’area di grande interesse che mi ha permesso di iniziare a seminare un interessantissimo futuro. Inoltre, grazie a Gino (questo il nomignolo dato al mio ginocchio) in questo percorso di riabilitazione, ho incontrato persone straordinarie che hanno arricchito considerevolmente la qualità della mia vita.
Z: Gli inizi nella pallavolo, l'amore per il beach nel 2006: dal 4x4 del 2006 (Supercoppa Italia) al titolo di campionessa italiana nel 2012. Quali sono state le gioie più grandi e le delusioni più difficili da digerire che questo sport ti ha riservato?
G: Mi ritengo una persona fortunata, faccio la vita che sognavo da bambina: l'atleta professionista. Partendo da questo presupposto lo sport ad alto livello, si sa, richiede sacrificio, impegno e dedizione totale. Ti direi che gioisco ogni giorno della possibilità che ho di vivere di ciò che amo. Chiaramente un'agonista gode delle vittorie: i ricordi più belli? La prima medaglia d'oro al campionato italiano nel 2006, i due scudetti, il primo con Daniela, il secondo con Lucia, la World Cup a Mosca valida per la qualificazione olimpica (che nonostante l’obiettivo olimpico non raggiunto, è stato uno dei tornei più intensi della mia carriera) e la medaglia d'argento alla finale del campionato dei paesi dell' Est con l'atleta russa Eugenia Ukolova. Lo sport ti insegna che non esistono fallimenti ma solo risultati; tutte le vittorie e le sconfitte della mia carriera mi hanno portato ad essere la persona che sono oggi. Ciò che probabilmente per il mio modo di vivere lo sport è stato più sfidante, non è la tal partita persa o il tal obiettivo mancato, ma la lontananza dalla competizione e dagli allenamenti di questi ultimi mesi. Ma si sa, noi atleti lavoriamo con il nostro corpo e anche lui va rispettato! :)
Z: Curiosità del tutto personale. Sulla base della tua esperienza azzurra, dando per scontato il piacere e soprattutto l'onore di indossar i colori della propria nazione, in che misura hai sentito la responsabilità nel rappresentare l'Italia in campo?
G: Credo che rappresentare la propria nazione sia il sogno di ogni atleta ed è, come hai detto bene, un piacere, un onore, un orgoglio ed una responsabilità. Sono sempre stata spinta da una grande passione e dal desiderio di migliorare ogni giorno, per crescere ed evolvermi come giocatrice e come persona e farlo sapendo di portare la tua bandiera nel mondo è bellissimo. Io e Daniela ci sentivamo azzurre anche quando facevamo beach volley privatamente e abbiamo sempre avuto un grande rispetto per quella scritta ITA nel toppino.
Z: "To dare", che tradotto dall'inglese all'italiano significa sfidare, provocare, azzardare. Quali sono le sfide che ti attenderanno? E quali sono gli obiettivi che ti poni?
G: La sfida che attualmente sto affrontando è legata naturalmente al mio recupero con l’obiettivo di tornare in campo. La chiamo sfida perché va affrontata con molta determinazione, ora che i tempi di recupero si sono allungati più del previsto non si tratta più di guarire, ma di “tenere duro” e continuare per la mia strada. Ringrazio di questa opportunità, perché sostenere le difficoltà che incontro quotidianamente mi avvicina alla persona che voglio diventare. A livello sportivo il goal è tornare competitiva, ma ci sono tante variabili che non dipendono da me e che non posso controllare, quindi al momento mi concentro sulla mia forma fisica, poi vedremo che cosa accadrà. A livello professionale, (parlando di coaching) la mia Mission è “Essere il meglio di me e divenire un veicolo di ispirazione e arricchimento per gli altri”. Quindi l’obiettivo è diventare un ottima Mental Coach per dare un valore aggiunto alle persone che desiderano scoprire o migliorare i loro talenti, incrementare la qualità della loro vita e accompagnarle in una parte del percorso verso la loro eccellenza.
Z: La rete ed i social hanno facilitato l'interazione con utenti, tifosi, semplici appassionati di sport, che per una ragione o per l'altra non possono seguire il beach dal vivo. Quanto tempo spendi nell'utilizzo dei social? E come si comportano con te i tuoi followers (detto alla twitter mode)?
G: I social sono un’arma a doppio taglio: se da un lato ti permettono di mantenere i contatti con le persone importanti per te, dall’altro possono distrarti dalla realtà e catturarti nella loro “rete”, appunto. Io li uso con l’obiettivo di condividere conquiste, fatti, riflessioni, frasi per me importanti. Amo molto fare fotografie, soprattutto nei momenti di contemplazione della natura, quindi i miei profili ne sono intasati! Amici, famiglia e tifosi sono speciali, hanno sempre dimostrato grande affetto e mi mandano una bellissima energia della quale mi nutro con piacere e gratitudine.
Z: Rimanendo in tema rete, è doveroso parlare del tuo blog giuliamomoli.blogspot.it . Il titolo è semplice e molto carino: "Palla e cuore". Ti chiedo subito il perchè della scelta di tale titolo e con quale fine è nato il tuo blog.
G: Il titolo che ho dato al blog era la password del mio pc già da qualche anno e mi sembrava idoneo a descrivere la passione che provo per lo sport che pratico. Credo che mettere cuore in ogni cosa che si fa aiuti a farla meglio e renda più ricca la nostra vita. Niente vive senza amore, mi sembrava un messaggio chiaro, pulito, idoneo al mio intento.
Il mio blog è nato con l'idea di condividere parole, video, musiche, articoli che possano, con umiltà, dare valore a chi lo legge, spunti di riflessione, testimonianze sullo sport, sulla vita, sull'alimentazione. Curiosando tra i post troverete molti esempi di eccellenza, pezzi che rileggo o riascolto spesso per nutrirmi di buoni sentimenti e di un'intelligente prospettiva di vedere le cose. Combinare lo sport, come sano e meraviglioso strumento di crescita ad un atteggiamento aperto e flessibile nei confronti del mondo mi permette di vivere la mia vita con gioia e gratitudine. Considero la nostra mente una grande alleata in grado di aiutarci a vivere pienamente il presente e lavorare per raggiungere i nostri sogni.
 
Z: La letteratura, la musica e la cucina sono i tuoi hobby preferiti. Tripla domanda al volo: il tuo autore preferito, il/la tuo/a artista (o band) preferito/a, il tuo piatto preferito e quello che cucini meglio?
G: Amo moltissimo i libri e non ho un autore preferito, mi lascio spaziare. Generalmente, se non cerco qualche titolo in particolare, vado in libreria e sono loro a scegliere me: diventando più visibili, luminosi...attraenti! E il libro che mi sceglie è esattamente quello di cui avevo bisogno ;) .
In questi ultimi mesi mi sono focalizzata su formazione, crescita personale e alimentazione. Attualmente sto leggendo “Credere per vedere” di Dyer, e studio “Il potere dell’inconscio e della PNL di Bandler“ e “The China study” di Campbell.
La musica...beh, mai senza! Anche qui sarebbe un peccato ridurre tutta la meraviglia che abbiamo a disposizione, quindi nessuno in particolare e un po' di tutto. Naturalmente dipende dai momenti, te ne cito qualcuno: Musica italiana (Jovanotti, Ligabue, Vasco, Mina, …) da cantare a squarciagola in macchina e durante le pulizie domestiche, Einaudi e Beethoven se mi voglio rilassare o concentrare, Pop, Rock e House per caricarmi e ballare, e il Jazz per godermi momenti di tranquillità. Ho imparato ad apprezzare anche gli audiolibri, molto comodi quando non si ha la possibilità di leggere o quando si vogliono godere le parole ad occhi chiusi.Dunque, la cucina: adoro mangiare bene e in modo sano per nutrire il mio corpo come atleta e come persona che vuole vivere nel benessere. Da qualche mese non mangio più carne quindi ultimamente mi sto specializzando in gustose insalate di cereali, semi, legumi e verdure, perfette per la calda stagione estiva.
La salute riveste un ruolo molto importante nelle mie giornate, per questo sono testimonial di A.M.O.R.E, un prodotto naturale volto al benessere del proprio organismo. Credo che ognuno di noi dovrebbe sviluppare la consapevolezza di quanto i nostri gesti quotidiani siano responsabili della qualità della nostra vita e di quanto il nostro corpo vada considerato, curato, amato a partire dall’alimentazione. Se vi andasse di ricevere qualche utile consiglio e di approfondire di cosa si tratta ecco il link. http://www.naturalei.it/
Z: Dopo averti ringraziata per la disponibilità a rilasciar questa intervista, a te la parola per le conclusioni finali.
G: Grazie per questa intervista! E' stato un piacere rispondere alla tue domande.
Auguro a tutti voi una meravigliosa giornata.
Life is good! :)
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