La tua squadra, il tuo Cerchio

Questa è la tua squadra, questo è il tuo cerchio.

Queste sono le persone giuste, nel posto giusto, al momento giusto e per la giusta ragione.

Nulla di più perfetto di un cerchio.
Nulla di più unito.
Nulla di più magico.



Coaching e Curling

Quella scritta mi fa battere forte il cuore.
E addosso a te sta proprio bene.
Sono così orgogliosa di te amore mio!
Anzi, siamo.

Forza azzurri!

-Mental coaching alle squadre nazionali di Curling-

#OneLove #FISG #2017EuropeanCurlingChampionship #SportCoaching


Mentre la nazionale di #calcio si trova a dover far fronte alla più bruciante delle débacle ed i #mondiali in #Russia sono oramai una chimera per l’Italia, a San Gallen, in Svizzera sono in corso le qualificazioni per i mondiali #curling di #LasVegas 2018.
#Ekis c’è con Coach Gianluca Tescione, la nazionale azzurra di curling e una bellissima storia da raccontare.
Fino a due anni fa la squadra gioca nel campionato di serie B ed il circuito delle competizioni internazionali le... è precluso. In questo preciso momento, mentre gli #Europei sono in corso, la squadra maschile è allo spareggio che, se vinto, da accesso ai mondiali, la squadra femminile, in semifinale ed in lizza per il titolo europeo, ha di fatto già in mano il biglietto per gli #USA.
Ci aveva visto lungo il direttore sportivo Marco Mariani quando, in un’intervista che ora è storia, dichiarò che non era questione di tecnica, né di tattica o di strategie e che era arrivato il momento di #allenare anche la #mente, affidando ufficialmente l’incarico a Coach Stash - Gianluca Tescione e a Coach Giulia Momoli.
Ne sono successe tante di cose in quest’ultimo anno, che vede protagoniste assolute del curling le due squadre azzurre, quella maschile e quella femminile, mosse da una passione talmente grande da assorbire tutto il tempo libero dei giocatori, i week end, le serate e le festività comprese nella fase di preparazione delle competizioni.
Perché, sì, questi atleti olimpici, che hanno l’onore e il privilegio di vestire la maglia azzurra, rappresentare la FISG - Federazione Italiana Sport del Ghiaccio (FISG) e il nostro paese nel mondo, oltre all’allenamento, lavorano per almeno 8-10 ore al giorno: c’è il falegname, l’imprenditore, il gommista, la commercialista, c’è chi studia, chi lavora in baita, … quando il perché è forte, il come si trova dice Livio Sgarbi, e loro sono davvero uno splendido esempio di sacrificio, passione e determinazione.
Ad oggi i gioghi sono aperti e chi conosce il curling lo sa: non è mai detta l’ultima parola. Gianluca, tra i protagonisti del dietro le quinte di questa competizione insieme allo staff tecnico, ci assicura che le due squadre sono impegnate a dare il massimo fino alla fine per la qualifica e per il miglior piazzamento in classifica possibile.
Questo è solo l'inizio perché conquistato l'accesso ai mondiali, le due squadre scenderanno in campo per la qualificazione per le #Olimpiadi Invernali di #PyeongChang 2018.
Forza Azzurri!


Una valigia di Vita!

Mi sembra presto, ma consigliano di preparare la borsa per l'ospedale.
L'occorrente per la neo mamma e l'occorrente di creatura.

Ci ho messo un po' di tempo e ora credo di avere tutto.
Perlomeno quello che c'è nella lista.
Preparo un trolley per me e una borsa per creatura.

Che ci vuole a preparare una piccola valigia?
L'ho fatto mille volte...
Si, ma questa è diversa.
Decisamente diversa.
A dire il vero è proprio unica nel suo genere.

Desidero che questo rituale sia intimo, speciale, ricco d'amore.
Mi faccio accompagnare dalla dolce musica di Deva Premal, accendo qualche candela, profumo l'ambiente con le essenze, prego.

E inizio a danzare con il mio grembo, facendogli percepire che questa preparazione è per lui, è per accoglierlo nel nostro mondo con gioia.

Ogni cosa è stata lavata.
È pulita, pura, immacolata e nuova.
Pronta.
Come l'anima forte e delicata che indosserà tutto questo, in arrivo da un luogo lontano attraverso un viaggio tortuoso e impegnativo.

Scelgo di usare il mio vecchio e fedele trolley dell'Italia.
Lui è solo stato pulito, non è nuovo, nè recente, ma ho bisogno di qualcosa di certo, che mi aiuti a contenere tutte queste novità.
Ha 11 anni, mi ha accompagnata nel mondo, in tantissime sfide... non può mancare in questa avventura così speciale.

Avrò bisogno di coraggio.

Il contenuto della valigia è davvero insolito rispetto quello a cui ero abituata: a sostituire costumi da gioco, occhiali, visiere e creme solari ci sono camice da notte di cotone, coppette assorbilatte, un carillon.
Nessuno ti racconta queste cose fino a che non le vivi di persona.
Nessuno ti dice delle mutande a rete monouso, o degli assorbenti grossi come pannolini.
Nessuno ti dice che piangerai come una fontana preparando i primi 5 cambi del tuo bambino da consegnare in ospedale.

E per quanto questo processo sia infinitamente perfetto e rodato da Madre Natura, anche Lei Sa che nel giusto momento tra miliardi di persone, ci sarete solo tu e il frutto del tuo grembo a varcare quella porta.

Insieme a tutto l'amore del mondo.



Ode alle donne imperfette

"...Le donne imperfette imparano che le loro mestruazioni sono un dono, una potente apertura in altri mondi.
Esse comprendono che il dolore è segno di connessione con tutte le donne che le hanno precedute e comporta la riconciliazione con il proprio grembo e il grembo di Madre Terra.
Le donne imperfette ricordano che il sangue non è spazzatura, il proprio sangue è sacro e porta l'alchimia della vita.

Le donne imperfette chiedono giustizia in silenzio per i propri diritti e per la propria femminilità, perchè il silenzio contiene il grido di tutte le donne e il grido di ogni donna ha l'eco di tutte le canzoni, il cielo e tutti i voli, il seme di tutti i fiori.

Nelle loro pance portano una canzone antica e sono incinte di speranza.
Partoriscono le stelle perchè hanno bisogno di Luce..."

Sei la mia canzone, la mia speranza, la mia stella.
Sei Luce.
Tutta intorno.

Ada Luz Marquez


Versione integrale:

Le donne imperfette con orgoglio onorano le rughe e le cicatrici, perché con esse ricordano che sono state, sono e saranno più forti del dolore.
Le donne imperfette hanno il coraggio di sognare ad alta voce, muovendosi in sincronia da vari mondi, creando una nuova tela in cui sono necessari tutti i colori e l'accettazione dei loro errori come apprendimento prezioso.
Le donne imperfette rispettano tutta la vita e chiedono rispetto e giustizia per loro. Le donne portano radici imperfette ai piedi, ancorate alla Madre Terra. Hanno nei loro passi le antenate, sorelle, figlie e nipoti. Danzano attorno ai falò per mantenere viva la fiamma di tutte le donne che sono stati bruciate nel loro essere più imperfetto.
Le donne imperfette celebrano l'immenso dono che la vita ha dato loro essere donne, godono della loro sessualità e difendono il diritto fondamentale di possedere i loro corpi e le loro vite.
Le donne imperfette onorano l'altro, si tengono per mano e si sostengono celebrando i successi delle altre e piangendo insieme per i propri dolori.
Le donne imperfette scelgono gli uomini imperfetti, sensibili, che camminano sul loro stesso sentiero. Le donne imperfette imparano che le loro mestruazioni sono un dono, una potente apertura in altri mondi. Esse comprendono che il dolore è segno di connessione con tutte le donne che le hanno precedute e comporta la riconciliazione con il proprio grembo e il grembo di Madre Terra.
Le donne imperfette iniziano a ricordare che il sangue non è spazzatura, il proprio sangue è sacro e porta l'alchimia della vita.
Le donne imperfette chiedono giustizia in silenzio per i propri diritti e per la propria femminilità, perchè il silenzio contiene il grido di tutte le donne e il grido di ogni donna ha l'eco di tutte le canzoni, il cielo e tutti i voli, il seme di tutti i fiori.
Nelle loro pance portano una canzone antica e sono incinte di speranza . Partoriscono le stelle perchè hanno bisogno di Luce.
Le donne imperfette dicono forte e chiaro che non hanno paura, camminano senza paura e senza amnesia in un mondo pieno di paura.
Le donne non sono proprietà di chiunque perchè imperfette loro sono proprietà di loro stesse, non sono la costola di nessuno o l'oggetto del desiderio, nè sono invisibili. Sono donne e vogliono essere chiamate Donne.

Le donne sono incredibilmente perfette quando hanno il coraggio di essere imperfette, quando hanno il coraggio di essere, né più né meno, di essere. Donne imperfette iniziano a sentire il desiderio di ristabilire il contatto con altre donne imperfette e ricordano a tutti che l'anima non dimentica. Ricordano che non sono sole, che non lo sono mai state, e non lo saranno mai.
Perché essere imperfette le rende uniche, Uniche per il mondo, per loro stesse e per la loro Libertà".

Diventare papà

Non è facile per un uomo diventare papà durante la gravidanza.

La donna cambia fisicamente, e attraversa un lungo cammino di consapevolezza per 9 mesi.
A volte ha la nausea, convive con gli sbalzi ormonali, il malessere, il cambiamento, la gioia di sentire il suo bambino muoversi nel grembo, la gratitudine, la continua scoperta.
I suoi ritmi variano, la sua visione delle cose anche. ...
Ogni donna in gravidanza attraversa un portale dal quale non torna più indietro.

Il papà vive tutto da fuori.
Sembra lo spettatore curioso di un miracolo che matura e che presto si compirà.
Il suo ruolo è quello delicatissimo e importantissimo di affiancare la madre.
Ruolo particolare, necessario.
E non facile.

L'uomo supporta, sopporta. Noi gli chiediamo di capire qualcosa che non solo non riesce a vedere, ma non riesce nemmeno a sentire.
Si può unicamente fidare di noi, delle nostre descrizioni, delle sensazioni e dell'amore con cui giorno dopo giorno portiamo avanti l' esperienza più preziosa.

Sapevo già che TU saresti stato speciale. Lo sapevo da quando lo scorso agosto, durante uno dei nostri primissimi momenti magici insieme, mi hai detto: "Tu sarai la madre dei miei figli".

Fin dall'inizio della gravidanza hai voluto essere presente in ogni modo possibile.
Hai protetto il nostro segreto, e me con lui, accompagnandomi attraverso ogni nuova scoperta.
Ti offendevi un pochino quando le persone alla lieta notizia si congratulavano con me e non con te. Come a dare per scontato il tuo ruolo, quasi a dire "è per la mamma la vera sfida, è la mamma, contenitore sacro, che va protetta, accudita, amata...".
Invece tu stavi già facendo egregiamente la tua parte.

Alcuni momenti ti hanno messo a dura prova.
Ma io so in che modo ci sei stato.

Mi hai amata in ogni forma possibile, da quando all'inizio restavi fuori dalla porta del bagno mentre vomitavo e aspettavi che, bianca come un cencio e ricurva su me stessa, avessi finito per chiedermi "Come stai?", a quando avevo l'energia di una ragazzina felice.
Hai cucinato per me, hai sistemato la casa, mi hai scritto lettere d'amore, mi hai portata a nutrirmi di luoghi bellissimi e speciali.
Mi hai protetta dalla noncuranza e dal dolore, riservandomi solo cose belle, e scegliendo di offrirmi il meglio.
Hai rinunciato ad alcuni impegni, hai trascurato anche il lavoro, c'eri alle visite, c'eri ad ogni mia richiesta di aiuto, dubbio o paura.
Lo hai fatto per me, per noi, per la nostra creatura.
E non è stato facile, per questo ti rinnovo il mio Grazie.

Mai come in questo periodo della mia vita mi sono sentita accudita.

Mi hai fatto compagnia nelle notti insonni, mi hai accarezzato i capelli, mi hai stretta a te nei miei momenti di sconforto, mi hai cullata e avvolta con il tuo amore.
Hai cantato per noi, mi hai fatta ballare, ingelosire, commuovere.
Hai asciugato centinaia di lacrime, guardandomi senza parlare, nè giudicare, nè indagare, lasciando solo che io mi abbandonassi e che ritrovassi la pace in te.
E dentro la nostra sfera magica.
Abbiamo parlato tanto, compreso insieme, demolito vecchi schemi, costruito nuove modalità.

Quando la sera sulla nostra poltrona gialla mi fai distendere su di te, nell'unica posizione che il mio corpo sembra tollerare adesso, io mi sento a Casa.
E non mi dici mai che ti peso o che sei scomodo, anche se hai un cuscino in faccia, o una gamba a penzoloni perché occupo tutto lo spazio e non ci stai.

Le tue braccia mi sostengono, e io mi posso abbandonare ad ogni mia scelta sicura, perché so che con te sarà bellissimo.

Tu sei Casa.
Tu sei l'Amore.

Grazie. Ti amo.



Coaching e beach volley

Splendida sessione di training con tutti i corsisti e gli allenatori della BVMantova: grazie ragazzi è stato un grande piacere lavorare con voi!

Grazie a Gianluca Tescione per avermi affiancata: sono sempre più convinta che il binomio sport coaching e business coaching sia una vera forza!

E un grande grazie a Andrea Sgarbi per essersi occupato di questo evento: ci tengo a dire che la sua è la prima scuola di beach volley che ha previsto ed incluso a inizio corsi, una sessione di allenamento mentale all'interno del "pacchetto allenamenti", per fornire ai suoi partecipanti un ulteriore servizio di valore.

E come ha detto giustamente Andrea nella presentazione:
"Anche questo è allenamento!"

Mi auguro di vedervi tutti al Beautiful Day 2018!
#SportCoaching

Ps: se mi vuoi nella tua scuola, contattami a g.momoli@gmail.com



Business Coaching speciale...

Business Coaching in Erboristeria?
Fatto!

Ottima mattinata di lavoro di coaching al team di Naturalmente Erboristeria che diventa sempre più ricco e professionale.

Nella foto manca la nostra Viola, uscita poco prima per esigenze da Mamma!
Special guest la Nonna Lidia che con le sue perle di saggezza ha dato Valore.
Grazie Gianluca Tescione, sei un professionista fantastico e lavorare insieme a te diventa sempre più bello.




Lavorando per le Olimpiadi

Ottima giornata con Gianluca a Cembra come mental coach della nazionale italiana di curling, tra sessioni di coaching con gli atleti e di training al corso allenatori.

Si lavora per migliorare, per puntare all'eccellenza, per il prossimo Europeo e per qualificarsi ai giochi Olimpici di Pyeongchang 2018.

Forza azzurri!




Non è un arrivederci

Questo da 0 a 10 è per me davvero speciale.
Lo è stato ogni da 0 a 10, così come ogni corso che in questi anni ho vissuto con e grazie a Ekis... ma forse stavolta c'è qualcosa di più.
  • Non solo perché stiamo vivendo la primissima edizione dalla durata di 3 giorni.
  • Non solo perché in sala ci sono moltissime persone che desiderano dare una svolta concreta alla loro vita.
  • Non solo perché più di 30 anime della Company sono unite al lavoro per rendere questi giorni indimenticabili ai nostri corsisti.
  • Non solo perché la mia creatura ormai ha imparato a vivere, respirare, abbracciare, ballare, visualizzare e percepire Emozioni quando sono in aula.
  • Non solo perché sono circondata da persone adorabili che mi mettono a mio agio, si occupano di me e creano le condizioni affinché io sia presente in sala anche all'ottavo mese. (Grazie!)
Ma anche perché per me sarà l'ultimo corso in aula con Ekis.
L'ultimo in questa veste.
L'ultimo per ora.
L'ultimo per un po'.

Perché adesso è sempre più necessario prendermi cura dei miei nuovi ritmi e prepararmi all'arrivo di questo dolce miracolo.

Il mio non è un "arrivederci": inevitabilmente non sarò più la stessa, ma manterrò nei confronti di questi corsi e del mio ruolo da coach e assistente lo stesso Amore.
Ruolo che mi sono costruita passo dopo passo, tra salite e discese, con tanta Passione e che ha una Visione molto chiara nella mia mente.

Ora fatico a non avere gli occhi lucidi nel pensare a quanto tutto questo mi mancherà e a quanto mi mancheranno queste persone, questi amici, questi colleghi, questi professionisti, questi maestri.

Tutti.

So che vado incontro ad una delle esperienze più belle della mia vita, e ne sono profondamente orgogliosa e felice.
Ma mi mancherete.
E sarebbe sciocco mentire a me stessa.
Mi mancherà essere con voi, essere in voi, collaborare, costruire, stringerci, imparare, lavorare sodo, gioire.

Il coaching è il lavoro dei miei sogni, e non potrei desiderare altro luogo dove svolgerlo al meglio se non insieme.
A stretto contatto di chi punta all'eccellenza, di chi sa lavorare in team, di chi ti forma, di chi è brillante, ambizioso e generoso.

E vive la propria missione con il cuore acceso.

Vi voglio bene Ekis Family, vi voglio bene Ekis Company.

Il nuovo logo è già tatuato sul mio cuore.

Ps: Milo ne riparliamo a primavera.


Questione di identità

A parte che al Comune di Crespano all'epoca dell'emissione del documento scrivevano io avessi gli occhi castani, mentre in quello di Cadorago dicono che ce li ho verdi...

Maaaa quanto mi piacciono le mie professioni?!!!

È questione di identità....

#MyLife #Atleta #MentalCoach #ImProud



Quale mamma ti serva che io sia

"Mia Figlia: preziosa e amata sin dal primo minuto e per sempre."

Mi chiedo chi sei, come mai hai scelto noi come genitori, come possiamo rendere questa tua vita la migliore per te.
Come vuoi chiamarti piccolo angelo?
Sai, qui ognuno dice la propria sul tuo sesso: la pancia, i lineamenti, i fianchi...
A me non importa.

Sono curiosa, sí, di sapere se sei maschio o femmina, ma mi sto educando a lasciarti libero/a di essere quello che preferisci fin dal principio e a rallegrarmi di ogni tua decisione.

Mi chiedo come sarà il parto, come collaboreremo e soffriremo insieme io, te e papà, prima di incontrarci in quello sguardo d'amore che immagino tutte le sere prima di addormentarmi.

Mi chiedo quale mamma ti serve che io sia piccolo Spirito che cresci nella mia matrice, mi chiedo che mamma sarò.
Di sicuro commetterò degli errori, ne farò una marea, ma so che tutti e tre insieme ce la possiamo fare.

Ce la faremo.
Ti amo


Divertiti!

Hai mai notato che le cose appaiono più semplici quando hai un atteggiamento propositivo?
E quando ti diverti?
Gli stati d'animo condizionano i tuoi comportamenti e i loro conseguenti risultati!
Abbi cura della tua energia e del tuo entusiasmo, ogni giorno.

In ogni tuo allenamento.




Sei nel mio spazio

E niente.
Sono innamorata.
Di un amore nuovo, di un prendersi cura, di un ascolto mai sentito finora.

Forse risulto noiosa.
Ma così è.
Ed è totalizzante, vivo, completo, magico.

Ci sei ogni giorno di più e non posso considerare nessuna mia azione senza pensare a te.

Sei dentro. Nel mio spazio. Ti allarghi.
Respiri. Ti nutri attraverso il mio corpo.

Metto da parte i miei organi per farti trovare abitabilità.
Metto da parte il mio senso estetico affinché tu ti sviluppi.
Metto da parte la mia comodità per farti stare comodo.
Metto da parte le mie ambizioni per essere a tua disposizione.
Archivio i miei abiti preferiti per vestirmi di noi.
Divento coraggiosa perché so che conti su di me.
Dico dei "no, non posso".
Scelgo te.

Alcune di queste cose non le avevo mai fatte, mentre tu mi stai dando l'opportunità di sperimentarle.

9 mesi sono lunghi.
Ma 9 mesi sono necessari.

In questo tempo così saggio datoci da Madre Natura, la sostanza Donna si trasforma completamente in prodotto Mamma.

È un processo irreversibile.
"...che non può essere riportato allo stato iniziale, né annullato".

Non si torna indietro, non più.





Con lo sport coaching... trovi il tuo swing


"Guarda come prova lo swing... sembra quasi che stia cercando qualcosa.
Poi lo trova, fa in modo di mettersi in contatto con se stesso... trova la concentrazione e ha tanti colpi tra cui scegliere un duf, un top, un scal, ma c'è soltanto un colpo che è in perfetta armonia con il campo, un colpo che è il suo, un colpo autentico e lui sceglierà proprio quel colpo.

C'è un colpo perfetto che cerca di raggiungere ciascuno di noi... non dobbiamo fare altro che toglierci dalla sua traiettoria, lasciare che lui scelga noi...
guardalo è nel Campo. 

Vedi quella bandiera?
È un bel drago da sconfiggere ma se lo guardi con occhi gentili, vedrai il punto in cui le maree e le stagioni e il roteare della terra, tutto si incontra e tutto ciò che è diventa uno, tu devi cercare quel posto con il tuo cuore.
Cercalo con le mani, non pensarci troppo, sentilo... le tue mani sono più saggie di quanto sarà mai la tua testa, ma non ti ci posso portare io... spero solo di poterti aiutare a trovare la via.
Ci sei solo tu, quella palla, quella bandiera e tutto ciò che sei.
Cercalo con le mani... lo stai guardando Juna non pensarci troppo... sentilo... sei solo tu... quella palla è il rifugio del tuo autentico swing, quella bandiera e tutto ciò che sei. "

La leggenda di Bagger Vance

Per sapere come lo sport coaching può aiutarti a trovare il tuo colpo perfetto scrivimi a g.momoli@ekis.it




Cosa distingue i veri campioni

È sempre facile essere concentrati e "pronti" alla sfida quando veniamo dati per perdenti, ma la vera arte del professionismo sta nell'eseguire una buona performance quando gli altri si aspettano che abbiamo successo: questo distingue i veri campioni.

Phil de Glanville



Intimità con il mio bambino

Questi momenti con te sono frequenti e sempre più intimi.
Poco dopo le 5, dopo l'ennesima pipì, sono sveglia.
È ancora buio.
Tutto tace nella stanza e fuori, i miei movimenti sono quanto più posso limitati per non creare disturbo....
Ho l'impulso a volermi distrarre: leggere libri o articoli, perdere tempo al telefono, farmi tornare il sonno con degli esercizi.
La mia mente corre veloce.
Avanti e indietro.
Ascolto i disagi che mi restituisce il corpo, immagino come sarà, immagino come sarai, immagino tutto quello che dovrei fare e non sto facendo e mi riempio la testa di così tanti buoni propositi che dormire diventa la cosa meno plausibile.

Poi ci pensi tu a riportarmi nel presente.
Un colpo, un sussulto, un soffio, una nuotata da qui a lì.

"Sei già sveglia mamma? Riposati..."

Metto una mano nella pancia così che tu possa sentire il mio calore, e ricordo di respirare insieme a te.
Mi rispondi, e mi fai sentire avvolta in un miracolo.

Ti dico che sto bene e che puoi continuare a dormire, se vuoi.
E mentre ti sento e mi affido alla grande saggezza della tua anima venuta da lontano, tutto è più calmo.
Ed è già mattino.



Arrendersi al pianto

Mi capita di arrendermi al pianto.
Ho imparato a concedermelo.
Anche se non ne sono arrivata ancora davvero in fondo, mi sento sulla strada giusta.
L'ho sempre più o meno fatto: ogni tot mesi si manifesta il motivo per sfogarsi e lasciar andare.
Una piccola ultima cosa che attiva il flusso completo.

A te succede?

Pesi, frustrazioni, ingiustizie, responsabilità, stanchezza. Tutto fuori.

Ora, in gravidanza, credo di aver conosciuto e sperimentato un nuovo livello di "disperazione femminile".
Piango.
Mi scendono lacrime velocissime. Incontrollabili.
E dopo pochi minuti in cui "tiro su con il naso" inizio a singhiozzare, a contorcermi, a lamentarmi.
Non credo sia solo una questione ormonale, ma sono certa che Madre Natura ci metta sapientemente davanti a tale esperienza.
In passato decidevo intenzionalmente di fermarmi perché avevo timore di scoprire dove sarei potuta arrivare... lì giù in basso... troppo.
Ma adesso mi spingo sempre un pochino oltre, fino a che il processo non si compie. Ora ho la percezione di perdere parte di quel controllo dal quale ho la tendenza a farmi dirigere.

È liberatorio.
È necessario.
È propedeutico.

Lascio che il pianto scorra, che mi invada, che mi tappi il naso tanto da non riuscire a respirare.
Ascolto dove si localizza la tensione nel mio corpo, dove ha origine, quale è la sua forma.
La accolgo.
Mi abbandono per sciogliere quel turbamento nel quale la mia anima si trova imprigionata.

Gianluca è lì: mi tiene, mi accarezza, respira con me, mi asciuga le lacrime, mi culla, mi sussurra "va tutto bene", è presente.
Lo fa in modo adorabile e pregno d'amore.

Ma io sono inconsolabile fino a che il processo non si esaurisce.
Come se accedessi ad un nuovo livello di profondità, ad un dolore non solo mio.
Come se dovessi sradicare un disagio antico trasmessomi dalle mie antenate, come se ri-vivessi la mia venuta al mondo.
Come se mi dovessi rinnovare e liberare per prepararmi a lasciarmi andare.
Fino ad attingere e conoscere tutta la mia forza.

Sembra l'eruzione di un vulcano con l'andamento della lava: si scatena, mi attraversa e poi scarica all'esterno.
Fa piazza pulita, brucia e trascina con sè le cose vecchie e nascoste che magari ho trattenuto per tanto tempo senza mai esprimere.

So che la mia creatura sente ogni sussulto, ogni gemito, ogni contrazione.
Ma non voglio nascondermi o tacermi.
Deve sapere che mamma sta lavorando con impegno per divenire la migliore versione di se stessa.

Lascio completamente le redini del comando alla mia divinità interiore, mi infilo nella porta che mi suggerisce... sono confusa, incredula, dolorante... fino a che in un attimo tutto diventa pace, silenzio, intuito, saggezza, quiete.

E incontro la soffice leggerezza.


Non c'è giudizio, solo perdono.
In me affiorano espansione, nutrimento e verità.


Il processo è compiuto e mi addormento serena, stretta in un abbraccio d'amore.

Non avere paura di perderti e di arrenderti alla forza enorme che ti abita.
Abbi fiducia nel tuo corpo e danza insieme alla Donna che è in te, lei sa sempre cosa fare.

"Le donne spalancano porte dove non ce ne sono, e le spalancano e le varcano verso una vita nuova."
C.Pinkola Estès



Auguri nonna!

84 anni di te, nonnina mia.

Con i tuoi modi a volte singolari di dimostrare amore, la tua pelle da bambina, le tue presenze/assenze, i tuoi sorrisi luminosi.
Con le tue preghiere, la tua devozione a Gesù e alla Madonna, la delicatezza delle tue abitudini e la forza di chi sa farsi rispettare.
Con il tuo profumo di buono, la sensibilità che ti fa commuovere quando racconti storie vissute e quel pizzico di magia da guaritrice che hai in dono.

Ti amo, buon compleanno





Sono qui con te

Una domenica mattina insieme.
Abbiamo passeggiato in silenzio, esplorato nuovi percorsi nel bosco, chiacchierato del più e del meno, respirato la musica della Natura, scattato delle nuove foto e pregato.
Lo sai che la convivenza con te diventa ogni giorno più affascinante?

Anche la scorsa notte, che ho dormito da sola dopo quasi 6 mesi, non ho avuto mai paura perché tu eri accanto a me.
Certo, papà ci è mancato dato che con lui stiamo da favola, ma devo ammettere che io e te siamo una combinazione niente male e che ce la caviamo piuttosto bene!
Solo i tuoni ci hanno intimoriti (noi due non amiamo i rumori forti), ma è bastata la musica del carillon accoccolati nel piumone a farci tranquillizzare.

Non solo sei competente piccolo Spirito, sei già saggio Maestro.
Continua a prepararti intensamente alla Vita che verrà. Io lo faccio con te.

La mamma guatemalteca "quando arriva al settimo mese è il momento che si deve porre in relazione con tutta la natura, come vuole la nostra cultura.
Uscirà per i campi, se ne andrà a camminare per i monti.
E così il bambino comincia ad affezionarsi alla natura.
La madre sbriga i suoi lavori, poi esce a camminare, in comunione con gli animali e con tutta la natura, ben consapevole che il bambino sta assorbendo tutto questo e inizia un dialogo costante con il figlio mentre è ancora nel suo ventre.
Se ne va per i campi e spiega ogni particolare al figlio.
In tutte le culture tradizionali, siano esse africane, asiatiche o americane, si ritiene che durante la gestazione la donna debba essere circondata di bellezza.
"Si insegna alla donna ad avere pensieri poetici ed essere felice" dice un indiano Pueblo.
E una mamma dello Sri Lanka così afferma: "Bisogna fare di tutto per essere felici. Se si è felici lo sarà anche il bambino."
Le donne del subcontinente indiano durante la gravidanza leggono testi sacri e si soffermano a osservare immagini di divinità.
Deve essere vietato assolutamente ogni contatto con la morte: è vietato partecipare a funerali, assistere all'uccisione di animali ma oggi anche ascoltare le notizie del telegiornale.
Silenzio e isolamento sono le regole della donna incinta.
Ella vaga in preghiera nella pace delle foreste o nel seno delle praterie solitarie."

Tratto da "Sono qui con te" di Elena Balsamo.



Conosci il tuo punto di svolta?

Facebook ogni giorno continua a ricordarmi episodi felici della mia carriera.
Come a dire:
"Tu sei anche questo, non dimenticarlo!"
Guardo queste foto e sorrido perché ognuna di loro apre un file di esperienze, condivisioni, gioia, percorsi tortuosi, conquiste, imprese.


Studio le immagini e tutte le persone coinvolte in queste avventure a cui sono infinitamente grata.
Tutte.
Mi piace ciò che provo mentre avvolgo con un abbraccio ogni singolo ricordo, perché c'è stato davvero tanto cuore in ogni mia decisione, c'è stato coraggio ad ogni bivio che mi sono ritrovata davanti.
Perché non sempre quella strada era già stata tracciata da qualcuno, ma andava esplorata, sperimentata, testata.

Poi ci sono state strategie.

E, no, non posso, ne voglio dimenticare.
Come potrei?
La vita sportiva che ho scelto mi ha plasmata nel profondo garantendomi insegnanti e insegnamenti preziosi.
È stato sempre facile?
Tutt'altro!
Alcune volte ho sbagliato e ne ho fatto esperienza, poi ho iniziato a gestire le mie svolte con più consapevolezza, grazie agli strumenti del mental coaching.

Puoi essere fiero della tua Vita, del tuo percorso, delle tue passioni.
E puoi volere di più.
Puoi voler studiare, comprendere, mettere in pratica.

Vieni a scoprire a questo workshop gratuito come riconoscere e avere risorse per affrontare il tuo nuovo punto di svolta.
http://www.ekis.it/turningpoint/gm



Fe-No-Me-Na-Le

Ti amo di quell'amore così vasto che non percepirne i confini mi fa tremare.
Ti amo di quel sentimento così esclusivo che mi rendo conto non essere mai stata in grado di donare a nessuno.
Anche se pensavo di saperlo fare, anche se credevo di conoscere l'Amore, ora so che nel mio passato ho fatto del mio meglio, ma che non era abbastanza. Mai prima di te.

Ti amo perché con te non ho bisogno di distruggere e ricominciare da capo, ma finalmente ho imparato a mantenere, a costruire, a rispettare le reciproche conquiste.
Ti amo perché con te riesco a stare ferma, invece di avere sempre un nuovo motivo per partire, per nascondermi, per accelerare la vita.
Ti amo perché fare l'amore con te è un'esperienza sempre nuova, così come lo è abbandonarmi alla tua venerazione.
Ti amo perché non ho paura a dichiararlo.
Pur sapendo che questo comporta ulteriori responsabilità, ulteriore coraggio, nuova coerenza.
Ti amo perché con te ho imparato a dormire viso contro viso senza vergognarmi che tu ti possa svegliare e guardarmi nella mia imperfezione.
Ti amo perché all'origine di questa vita che mi cresce dentro ci sei tu.
E io lo trovo incredibilmente giusto, completo, rivoluzionario

Fe-no-me-na-le.

"Tutto questo è una pazzia... voglio solo perdermi dentro di te e camminare dentro questo amore che è una linea di confine, voglio calpestarti il cuore vedere come va a finire..."






Acchiappa il tuo Sogno


Gli adolescenti e le famiglie stanno molto a cuore a noi coach di Ekis.

Amo lavorare con i giovani atleti e non, per tirare fuori il loro meglio e renderli consapevoli delle ricche risorse che hanno a disposizione.

Sono il fiore che germoglia e che sa profumare le nostre vite.

Qualche giorno fa mi ha scritto una meravigliosa giovane ragazza chiedendomi aiuto rispetto un'importante decisione che deve prendere: scegliere oppure no il suo Sogno e tutto quello che comporta.

"Ho bisogno di te perché sei l'unica che conosco che ha lasciato tutto per inseguire il suo sogno."
Ecco parte della mia risposta.

"... non posso dirti io cosa fare, perché la scelta giusta è già dentro il tuo cuore. Probabilmente è già segnata, va solo ascoltata e compresa.
Però posso dirti cosa ho vissuto io.
Io avevo un sogno: giocare in serie A, magari in Nazionale. 
Essere una professionista, insomma.
E stando dove ero, nel mio piccolo paese, non potevo raggiungerlo. Quindi mi sono attrezzata per far andare le cose in modo diverso.
Mi sono impegnata in quello che facevo e ho avuto la possibilità di fare un provino che mi ha lanciato verso nuove realtà.

Così sono partita. 
A 15 anni.
Mi cagavo sotto.
Mi sarebbero mancati mamma, papà e i miei due piccoli fratelli.
Mi sarebbero mancati la mia cameretta e i miei compagni di scuola.
Non ero pronta, né forte, né potevo immaginare ciò a cui sarei andata incontro. 

Ma conoscevo la sensazione che volevo provare. 
Era un fuoco che mi bruciava in petto, tanto forte da non poter essere ignorato.
E questo era più potente di ogni dubbio, timore, criticità.

Non c'erano alternative, non c'erano altre priorità, avevo due compiti da realizzare nella mia vita: andare bene a scuola ( altrimenti i miei mi avrebbero riportata a casa) e allenarmi forte per crescere e diventare brava.
No gite con la scuola, no compleanni, no feste, niente più amici d'infanzia (o meglio, li vedevo molto poco).
Ma tutto quello a cui rinunciavo era ok, perché la pallavolo veniva prima di tutto.
Amavo la mia squadra e mi concentravo su quella e imparavo ad amare le persone con cui venivo progressivamente in contatto, anche se sapevo che prima o poi la mia carriera me ne avrebbe fatto allontanare.

Così è stato.

Siamo partite in tante con lo stesso sogno, ma siamo arrivate in poche.
Chi ha preferito la carriera universitaria, chi ha mollato, chi ha scelto un lavoro sicuro, chi si è sposato, chi si era stancata di quel tipo di impegno.
Io no.
Io ero solo all'inizio del mio bellissimo viaggio.

E ho rischiato, raschiato il fondo delle volte.
Non è stato facile Sxxx.
Ho dovuto decidere, assumermi le responsabilità da giovane e anche ricominciare da capo svariate volte.

Ma, lo dico sempre, tornassi indietro rifarei tutto.

Perché ogni traguardo che mi sono conquistata è stato prezioso.
I libri che mi sono pagata con i miei primi stipendi, un cellulare grande quanto un telecomando, i miei primi vestiti, le pizze con la squadra, le rate dell'università...

Tutto aveva sapore di indipendenza, di forza, di determinazione. 
Tutto aveva il profumo di Sogno. 
Anche le ginocchiere puzzolenti.

E, sai, non c'è qualcuno che ti possa suggerire una scorciatoia da fuori. 
Che ti possa consigliare. 
Che ti possa impedire di realizzare quello per cui sei nata.

Se è così intensa la spinta che senti, seguila. Vai. Incontrala.
Fidati di te.
Potrai tornare indietro se non sarà come desideravi o potrai cambiare obiettivi lungo il percorso. Sarà ok.

Ma se non ci provi, se non imbocchi quella strada che ti fa vibrare e al contempo ti fa tanta paura, non potrai mai sapere quanto bello sarebbe potuto essere."

Se vuoi conoscere i progetti studiati ad hoc per gli adolescenti, scrivimi a g.momoli@ekis.it



A testa bassa: storia di una medaglia non preannunciata

Vi racconto la storia di una medaglia non preannunciata.
Perché se è vero che si va sempre in gara con un obiettivo di risultato chiaro in mente, è vero anche che non tutte le volte durante la preparazione le circostanze ci supportano.

Gli allenamenti per questo mondiale iniziano con uno scossone: in squadra vengono inserite 4 nuove giovani atlete, prestate per questo progetto da Ariskate Verona.
La decisione dello staff, che ha l'evidente obiettivo di rinforzare il team, muove gli animi: queste atlete sono molto brave, sono umili (si rivelano da subito pazzesche per tecnica e predisposizione) e hanno voglia di fare bene, ma la squadra che quest'anno ha presentato il seducente numero "Del Bolero!" in Italia e in Europa teme che si rompano degli equilibri che hanno richiesto mesi per essere affinati.

Abbiamo poco tempo, un mese, il numero va rivisto e perfezionato prima di presentarlo ai Roller Games, e va integrato con questi nuovi elementi, 4 campionesse che nella loro disciplina hanno vinto tutto e non hanno ancora avuto esperienza di sincronizzato.

La squadra si mette al lavoro, sembrano collaborative, si aiutano l'una con l'altra.


Ma quali sono i veri sentimenti che hanno nel cuore?
I primi che mi giungono sono di preoccupazione, di incertezza, sfiducia, timore; alcune ragazze sono deluse perché non desiderano esclusioni, altre propositive e vedono l'opportunità nascosta in questa sfida.
Il team non è unito e ci si contagia a vicenda.
Ogni occasione è buona per ribadire che siamo in ritardo e che le cose non girano.

Tutte si rendono conto dell'importanza oggettiva di fare questo salto per la qualità e la pulizia del numero, ma lo comprendono solo mentalmente e non di pancia perché le loro emozioni vogliono proteggere la squadra che a fatica e con successo si era rialzata dalla batosta dello scorso mondiale vincendo il titolo italiano e l'argento europeo.

Giovanna Galuppo, l'allenatrice, assistita dallo splendido Daniel Morandin (campione del mondo e coreografo del Precision Team Albinea) e supportata dal presidente Gianluca Silingardi, si è presa un grande rischio. 
E' una grande responsabilità rimettere mano ad una squadra così affiatata, unita e vincente, ma se vogliamo puntare ad una medaglia importante a livello mondiale dobbiamo necessariamente cambiare. Dobbiamo alzare l'asticella.
E l'unico modo per farlo è rimescolare le carte.

"Squadra che vince si cambia", sostiene Livio Sgarbi, e questo si fa.

Perché ci serve un gradino in più, perché queste ragazze devono lavorare ancora sotto pressione, perché per fare dei definitivi passi in avanti devi farne necessariamente qualcuno indietro.
Anche se ti costa fatica, anche se non lo capisci subito, anche se è doloroso.

Queste atlete si allenano duramente ad Albinea per tutto il mese di agosto, anche più volte al giorno, all'aperto, con temperature che hanno toccato i 42 gradi perché era necessario abituarsi al clima caldo e umido cinese.
Non sono delle professioniste, ma si comportano come tali: rinunciano alle ferie, lavorano per guadagnarsi l'onerosa trasferta, presenziano ad ogni allenamento mettendo tutto il resto in secondo piano.


Durante questo periodo in cui le supporto come mental coach con incontri dal vivo e non, ricevo chiamate, messaggi, richieste d'aiuto.
Sono consapevoli che stanno lavorando sodo, ma la squadra è preoccupata: "c'è confusione, le cose non vengono, abbiamo poco tempo, Giovanna sembra nervosa, ci richiede tantissimo..."

Il mio ruolo? 
Fare chiarezza, allineare gli intenti, rompere le incertezze, allentare le tensioni, comprendere i loro sfoghi, ristabilire una routine di preparazione all'allenamento, focalizzarle sulle cose importanti, contribuire a costruire una squadra, dare loro fiducia, aiutarle a vedere oltre il momento presente, a lavoro compiuto. 
Ed essere di supporto all'allenatrice.

Dopo ferragosto il cambio di ritmo.
Queste sono atlete allenate fisicamente e mentalmente a cambiare approccio in maniera rapida.
Sono delle fuoriclasse di flessibilità, lo hanno imparato e integrato soprattutto in questi ultimi anni.

Nonostante chi finisce al pronto soccorso, e chi si taglia il mento, ora i ruoli sono più definiti e il numero viene provato per intero.
Ancora ci sono dei gap da colmare, ma le cose vanno meglio.


Fino a che Giulia, la veterana del gruppo, il capitano, non subisce una bruttissima caduta rompendosi due costole e fratturandosi una vertebra.
Altro terremoto in squadra che altera la struttura.
Non ci voleva.

Di nuovo le certezze costruite vanno ritoccate, qualcuno deve pattinare nel suo ruolo.
La squadra si unisce intorno a Giulia e al suo difficile momento, non la lascia sola un secondo, e al contempo stringe le maglie.
Come se dall'ennesima prova non ci fosse altra soluzione che guardarsi negli occhi e dirsi "Noi siamo tutto ciò che abbiamo."

La stanchezza arriva a picchi mai toccati, gli ultimi allenamenti in Italia sono un mezzo pasticcio, ma la consapevolezza delle ragazze è cambiata: si può fare, vogliamo vivere questa esperienza (per alcune forse l'ultima in carriera) al massimo.

Si parte per la Cina, gli ultimi allenamenti in loco servono ad affinare il numero, a riposare e a prepararsi per il grande evento: Nanjing 2017 World Roller Championship, ci siamo!

Nel frattempo succedono altri piccoli inconvenienti, piccoli disagi fisici, fino ad arrivare al giorno prima della prova in Cina in cui Batti, un'altra titolare, si fa male alla caviglia e per certo non potrà disputare la gara.

La storia finisce con volti bellissimi e sorridenti e un prestigioso argento mondiale portato al collo con orgoglio.

Cosa c'è tra la fatica di ogni allenamento e la gioia per un risultato così importante?

  • Una grande squadra che è riuscita a riconoscersi, compattarsi, amarsi e rispettarsi in tempi record.
  • Una grande allenatrice che nonostante le notti in bianco ha studiato, sperimentato e poi giocato con coraggio tutte le carte che aveva a disposizione per creare la migliore formazione possibile.
  • L'atteggiamento vincente, allenato, di ragazze che credono, si affidano, si stringono le mani con forza, hanno il fuoco negli occhi e un grande desiderio di vittoria.

Hanno anche paura? Certo! 
A volte tremano nei secondi prima di entrare in pista.
Ma al momento giusto respirano all'unisono, spiegano le loro eleganti ali e fanno ciò che hanno imparato: volare.

Per scrivere il loro nome nella storia.