RUBRICA- Volleymania- Momi..rimetto, la forza per superare un infortunio


Ciao ragazzi! Dai che è quasi primavera…vi sento scalpitare!


Vi è mai capitato di andare incontro ad uno stop forzato dai vostri allenamenti o programmi a causa di un infortunio? Bè io ne ho da poco fatto esperienza e oggi vi racconto nel dettaglio che cosa mi è successo e come ho deciso di affrontare la vicenda.
Da un anno soffrivo di una tendinite cronica del rotuleo del ginocchio destro che nonostante le cure fatte non sembrava regredire. Anzi, con la ripresa degli allenamenti in Nazionale la situazione è peggiorata fino a impedirmi di allenarmi correttamente. Quindi con lo staff e i dottori abbiamo deciso che l’unico modo per poter permettere al mio tendine degenerato di recuperare ed evitare di rompersi continuando a giocare era quello di operarlo. Ho subìto un intervento durato pochi minuti ma al ginocchio servirà un periodo dai 2 ai 4 mesi per recuperare.
Per un atleta l’infortunio è sempre un momento delicato della carriera. Non voglio paragonare una sciocchezza del genere agli interventi che vengono fatti quotidianamente per curare patologie ben più gravi, io qui parlo da professionista sportiva, quindi ogni mio commento va relazionato a questa attività. Ovviamente noi usiamo il nostro corpo come strumento di lavoro e quando capita di doversi fermare, è necessario gestire bene ogni contesto, da quello fisico per sapere come rientrare al più presto, a quello mentale per non subire l’infortunio come un “periodo negativo”.
E quale occasione migliore di questa per mettere alla prova le tecniche che sto imparando nel mio Master in Coaching? (percorso di studi per diventare “Mental Coach”, ne parlo qui
http://www.giuliamomoli.blogspot.it/2013/01/rubrica-crossover-mens-sana.html)
Devo ammettere di essere molto orgogliosa di come sto affrontando questa situazione, appena ricevuto il responso dall’ortopedico mi sono data subito da fare per trovare tutti i buoni motivi per cui uno stop del genere potrebbe essermi utile come persona e come atleta. E, posto che io amo tremendamente quello che faccio e che questo gioco non mi stanca mai, ho dovuto fare un gran lavoro di ristrutturazione mentale!

Quello su cui ho ragionato è che un’esperienza del genere ti consente di tornare più solido e più ricco di prima perché nel periodo che ti separa dall’allenamento sulla sabbia hai occasione di lavorare fisicamente e mentalmente sui limiti, sul dolore, sugli obiettivi e per farlo hai bisogno di pazienza, sacrificio, forza, determinazione, coraggio e aggressività…E tante altre risorse che continuerò ad allenare fino al giorno in cui riprenderò la palla in mano.

La stagione si prospetta ricca di impegni tra Mondiale, Europei, Giochi del Mediterraneo e questo mi stimola a voler tornare al più presto. Inoltre quest’anno i tornei del Tour finiranno a dicembre, ci sarà da divertirsi! Non voglio bruciare le tappe, soprattutto in questa fase iniziale dove la fretta è una cattiva compagna, ma farò tutto il possibile (e anche di più) per rientrare in campo alla grande.
Come vi scrivevo sto adottando delle tecniche e sto facendo degli esercizi che mi permettono di allenarmi con la mente e accelerare i tempi di recupero del mio ginocchio. Ho stabilito con i miei amici di corso i tempi di rientro….vi farò sapere quanto ci andremo vicini! ;)
Non posso ancora guidare e avrò le stampelle per altri 8 giorni, quindi da Falconara mi sono spostata a Roma, dove Marco può accompagnarmi a fare terapia. Sono concentrata al massimo nella fisioterapia che al momento sto effettuando con Filippo D’Elia, fisioterapista dell’MRoma Volley. Ogni seduta di riabilitazione faccio passi in avanti, piccoli progressi, qualche grado di piegamento, il sollevamento della gamba tesa, il muscolo che risponde in modo diverso. E’ davvero una gran soddisfazione migliorare!
E Gino, così è stato soprannominato il mio ginocchio, si sta comportando davvero bene. Tra l’altro in un momento di creatività ho deciso di scrivere un libro (con l’intenzione di essere d’esempio e d’aiuto) su questo infortunio e su come si possano affrontare costruttivamente le sfide che ci vengono presentate dalla vita. Pensavo di integrare i capitoli in cui racconto la mia storia e le situazioni in cui mi imbatto quotidianamente davvero diverse da come ero abituata, con capitoli in cui un addetto ai lavori (un mental coach di professione) spiega nel dettaglio le tecniche che sto utilizzando.
Infine, mi sono concentrata a cercare l’alimentazione ideale per questo periodo: una dieta antiinfiammatoria, volta a togliere tutti gli alimenti che possono disturbare il mio processo di recupero e a favorire quelli invece necessari ad accelerarlo (se vi interessa la trovate qui:
http://www.giuliamomoli.blogspot.it/p/animatamente.html ).
Niente va lasciato al caso, giusto?
Concludo ringraziando di cuore tutte le persone che mi sono state vicine in questo momento non previsto, ma certamente non capitato a caso, e che mi hanno mandato la loro bellissima energia. Grazie a loro ho affrontato l’operazione super convinta che sarebbe andato tutto bene e con una carica emotiva incredibile. Grazie a Marco, Lissandro, Glauco e alle ragazze della Nazionale, grazie a Sergio, medico federale, al Centro Kara e a Claudio, il chirurgo che mi ha operata. Grazie infinite al meraviglioso e prezioso gruppo di Ekis, alla mia famiglia, alla famiglia di Marco, ai miei nipotini e a tutti i miei super amici. Mi sento davvero molto fortunata a poter godere del loro affetto.


Vi lascio, se ancora non lo aveste visto, questo video che parla di Passione, Gioia, Coraggio, Successo e Sacrificio.
Io l’ho trovato davvero “Inspirational”.

http://www.youtube.com/watch?v=nqpKVteRSCI

A presto, Momi