Perdere.

Chi vince festeggia, chi perde impara.
Dopo il titolo italiano e il titolo europeo, ieri abbiamo disputato una gara mondiale che abbiamo pagato a caro prezzo.
È stato curato ogni dettaglio lavorando sodo, eppure le cose non sono andate come avevamo sognato.
Chi gioca per vincere sa che la sconfitta è parte del sistema, è parte di chi si espone e di chi lotta.
Lo sport mi ha sempre fatto sperimentare dei picchi emozionali incredibili: da vittorie straordinarie che nutrono l'anima, a delusioni cocenti dalle quali credi di non riprenderti più.
E sono qui a dirvi che ci si riprende eccome, e non ve lo scrivo per sentito dire, o perché l'ho letto, o studiato.
Ve lo scrivo perché l'ho vissuto sulla mia pelle, e ben più di una volta!
So che oggi fa male, che brucia, che sembra incredibile, ma nel calendario della mia mente le più crude cadute sono tuttora dei punti cardine della mia crescita come atleta, come persona, come amica, come Donna.
Non ci sono dei perché da cercare, MA degli insegnamenti da prendere che rispondono alla necessarie domande "Che cosa imparo da questa esperienza? Cosa c'è di buono in questa situazione? Cosa mi ha permesso di arrivare ad un passo dal mio obiettivo?"
Non ci sono persone da incolpare, MA responsabilità da assumersi e feedback di miglioramento da dare.
Nella mia esperienza da atleta ho perso con rammarico un rapporto unico nel suo genere che durava da 6 anni, perché abbiamo permesso ai risultati sportivi di intaccare il rapporto personale.
Non ci sono pensieri tipo "abbiamo rovinato tutto", MA "ogni cosa che ho fatto per raggiungere il mio traguardo mi ha portato a ricercare sempre il meglio e ad essere la persona che sono oggi".
Sarà perché ho già pianto di gioia con voi, sarà perché ieri ho pianto di delusione con voi, ma io vi guardo con gli occhi del Cuore.
E ciò che vedo è un cerchio dalle maglie stette ed emozionate fatto di sguardi che si tengono per mano.
Per me siete un Orgoglio: per la dedizione che avete dimostrato, per le strategie che avete imparato e messo in pratica, per quanto vi siete messe in discussione e a disposizione della squadra e dell' obiettivo.
Per me siete da ammirare: perché avete avuto il coraggio di Sognare la medaglia più preziosa.
Senza vergogna, senza nascondervi, ma con l'umiltà e l'entusiasmo di chi crede, di chi sa, di chi sente.
Non abbiate fretta di guarire questa ferita, ma vi prego, prendetevene cura.
Quasi fosse sacra.
Perché ciò che otterrete dal riguardo con cui la tratterete, sarà prezioso nella vostra vita.
Spargeteci sopra la consapevolezza di chi siete, di quanto valete, di quanto avete realizzato; nutritela della maturità che avete raggiunto come individui e come squadra; donatele quel pizzico di magia che vi ha permesso di arrivare a tutti i vostri traguardi con l'atteggiamento da Vincenti.
Ci rialzeremo cigni, e lo faremo insieme, perché sono il vostro coach e vi resto accanto.
In questo video è racchiusa l'essenza di ciò che siete, piccole grandi Donne dal cuore ricco di stupore e dall'animo determinato.
La parte più preziosa di questo viaggio siete voi.