La nostra Storia... #GioMomiAreBack



Un amico mi ha detto che dovrei raccontare una storia. Una storia su ciò che faccio nella vita, che parli di me e della mia compagna, dei nostri sogni, delle ambizioni, della vita quotidiana di noi donne e sportive. Una storia che racconti di un’impresa, ma che lo faccia attraverso la semplicità del quotidiano. Una storia a cui la gente abbia voglia di appassionarsi e in cui si riconosca. Che dia speranza, che emozioni. Una storia di condivisioni, riflessioni, immagini, viaggi interiori e attraverso il mondo…

Non avevo ancora compreso che cosa intendesse esattamente, o meglio, non avevo ancora trovato qualcosa in cui io mi riconoscessi e che potevo sentire realmente coerente con i miei valori.
Poi succede qualcosa di imprevisto, qualcosa che scombussola dei progetti dettagliatamente pianificati, ma che mi mette di fronte ad una significativa opportunità… come l’eclissi, che per alcuni minuti porta il buio, 
ma è un buio “magico”, che apre a nuove considerazioni.



Questa situazione, per certi versi scomoda, per altri inaspettata, crea nuove condizioni e mi conferma che nulla succede per caso. Lo sappiamo, la vita ama mescolare le carte in gioco, ama sorprenderci e non darci necessariamente ciò che richiedono le nostre aspettative. Sempre, però, ci da ciò di cui abbiamo bisogno: le cose vengono a noi (per scelte nostre o altrui) per contribuire alla nostra evoluzione.

Se osserviamo a ritroso la nostra vita, vedremo quante di queste coincidenze significative si siano verificate per condurci dove siamo ora. Ogni relazione, ogni fatto, ogni evento sono strettamente interconnessi fra di loro e sono complici di un obiettivo più grande, che nella maggior parte dei casi ci sfugge.
E così, tra l’eclissi, la luna nuova e la venuta della primavera, le stelle annunciano che un cambiamento è necessario. L’equinozio è il simbolo della rinascita, dell’unione, dell’equilibrio tra il giorno e la notte, dei cambiamenti positivi. E quale migliore rinascita se non quella che parte da noi stessi e si trasferisce poi alle scelte importanti della nostra vita?
Oggi inizio a raccontarvi la nostra storia.



C’erano una volta

Daniela e Giulia, due ragazze innamorate del Beach Volley. 
Vi avviso fin dal principio: non sono due principesse, ma due guerriere determinate, dal carattere forte e l’animo sensibile. Non attendono il principe azzurro o l'eroe oziando in una torre, ma, i draghi, li 
affrontano da sole.
Senza scegliersi l’una con l’altra perché l’allenatore lo fa per loro, iniziano a giocare insieme, con l’entusiasmo di chi è disposto a mettercela davvero tutta per imparare un nuovo sport e ha un Sogno grande, il più grande, quello di partecipare alle Olimpiadi

Per 6 anni condividono il campo, i viaggi, le trasferte, le camere d’albergo, le vittorie e le sconfitte, prima con la nazionale, poi da private, poi ancora in nazionale. Attraversano tanti continenti, cambiamenti, difficoltà, scommesse, aspettative, gioie, incomprensioni, soddisfazioni.Insieme giocano oltre 100 tornei ufficiali: vincono uno scudetto, ottengono dei 5° posti internazionali e con tenacia ed umiltà arrivano ad essere la 16° coppia del mondo. Giungono all’ultima partita che le separa dalle Olimpiadi di Londra 2012.

E la perdono.
Si fermano ad un passo da quel sogno, quello per cui avevano mandato giù non pochi bocconi amari, quello per cui si erano spese completamente, per cui avevano sacrificato (reso sacro) ogni giorno. 
Non è importante che tu riesca o non riesca a raggiungere il tuo Obiettivo, la cosa importante è che dando il meglio di te lungo quel cammino, tu sarai diventata una persona diversa, migliore, più completa, più consapevoleMentre tu lavori per raggiungere i tuoi sogni, i Sogni lavorano su di te.
E nessuno sa, meglio di loro due, quali sono state le emozioni e le conquiste di quella avventura durata 6 anni.
Il loro rapporto si era esaurito nel tempo e non senza sofferenza, da parte di entrambe. Così si separano, come spesso naturalmente accade, e ognuna di loro prosegue il proprio percorso personale. Da un giorno all’altro si ritrovano ad essere rispettose avversarie, e con nuove motivazioni guardano avanti, coerenti con la dura legge dello sport. 
Passano tre anni, nel frattempo giocano con differenti compagne, camminano in diversi percorsi che raramente si incrociano, vivono nuove esperienze, coltivano preziosi interessi. Giulia conclude il suo Master in Coaching, Daniela si laurea in Psicologia.


Le ferite, si sa, richiedono del tempo per guarire e nella loro relazione, molto è sedimentato, fiorito, altro ancora è stato estirpato, altri pezzi di terreno invece sono ancora abbandonati a sé stessi, in attesa e nel rispetto della stagione propizia per poter essere coltivati

Si giunge ad oggi, quando dopo una serie di vicissitudini e coincidenze, decidono nuovamente di tornare ad essere una squadra. Con la voglia di lavorare sodo e di dire la propria insieme, verso un nuovo biennio olimpico, che ripropone loro lo stesso incantevole sogno, ma più maturo, e consapevole.

Si dice che uno dei segreti per far funzionare una relazione, per creare benefici reciproci e moltiplicare le forze individuali, sia quello di vedere nell’altro il proprio Maestro. Perchè? Perchè un maestro si guarda con rispetto, con referenza, con interesse, positività, e, soprattutto, con la voglia di imparare e ricevere qualcosa. 

Quindi si riparte da qui, da due guerriere innamorate di questo sport, l'una la maestra dell'altra, pronte in modo nuovo ad accettarsi, per chiudere un cerchio rimasto aperto che necessita di un lieto fine.”

Daniela dice:

"C'è un filo che lega cose apparentemente lontane. Alcuni lo chiamano Coincidenza".

Coincidenza perché a volte nella vita grazie ad una serie di circostanze "casuali" capita di incontrarsi o in questo caso re-incontrarsi. Pochi giorni fa io e Giulia ci siamo trovate, per una ordinata serie di coincidenze, sedute ad un tavolo come qualche anno fa a decidere di continuare insieme l'avventura nel Beach Volley.
Non sono serviti più di venti minuti in campo insieme per trovare fluidità nel gioco in cui si è incastrato tutto naturalmente, anche se tutte e due cambiate, con molta più esperienza, con più maturità, con più consapevolezza. Siamo ritornate compagne dopo esser state avversarie, ma avendo tutte e due profondo rispetto per gli atleti che si impegnano al 100%, che investono su se stessi e che non mollano mai; anche da avversarie questi aspetti che abbiamo in comune hanno lasciato intatta la stima reciproca.

Amiamo profondamente questo sport e per anni lo abbiamo fatto privatamente imparando a diventare imprenditrici di noi stesse e ad organizzarci da sole su tutto, creando team di lavoro preparati e compatti.
Giulia si era già organizzata molto bene nei mesi scorsi e io sono entrata in un sistema già perfettamente funzionante, perciò è stato molto più semplice della prima volta; sappiamo esattamente cosa fare e cosa serve per creare un team privato che ambisce all'alto livello. Abbiamo iniziato il fantastico viaggio nel mondo del Beach Volley insieme, meritandoci sgomitando in mezzo a tante difficoltà, un posto importante nel panorama Mondiale, posto che personalmente vorrei raggiungere di nuovo, concludendo al massimo delle mie potenzialità la mia lunga carriera con la compagna con cui  l'ho iniziata.

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