Il mio corpo di donna

Ho ancora del cammino da fare come Donna verso la profonda accettazione di me stessa, e questa gravidanza mi sta dando l'occasione di riflettere e lavorare intimamente su svariati frammenti del mio essere.
È come se Madre Natura, da incredibile Coach, mi offrisse l'opportunità di mettermi di fronte a dei blocchi per conoscermi ad uno stadio insolito, per sciogliere i nodi, mutare ancora, e prepararmi a quello che verrà.

Parliamo di corpo
Di questo strumento portentoso che per anni mi ha supportata e sopportata nel mio lavoro di atleta e nella mia esistenza umana.
Di questo complesso e ingegnoso sistema di perfezione ed eccellenza che instancabile mi ha fornito tutto ciò di cui avevo e ho bisogno.

Eppure, nonostante io mi sia sempre presa cura di lui ascoltandolo, allenandomi, mangiando bene, non prendendo medicine, sento che nei suoi confronti non sono mai stata sufficientemente serena
Nè rispettosa.
Nè grata come avrei dovuto.

Ciò che vedevo riflesso allo specchio, o ritratto in una fotografia difficilmente mi appagava perché non ha mai rispettato i miei canoni di bellezza e di armonia.
Mi sono sempre sentita inadeguata, fin da quando ero bambina.

Vedevo le altre così diverse, così belle, così pronte per essere libere e amate nel mondo. 
Io mi sentivo a disagio.
Non ero abbastanza.
Lo vedevo io, lo vedevo nel confronto con gli altri, lo ascoltavo dai commenti di chi ignaro e inconsapevole con le piccole lame taglienti delle sue superficiali opinioni incideva la mia pelle nel profondo.

Così, negli anni, ho imparato a rivolgere a me stessa giudizi severi e svilenti.
I seni troppo piccoli, i fianchi troppo larghi, un sedere odioso, un viso che non riesce a trasmettere quello che ho dentro e decine di altri difetti che mi sembravano enormi chiazze d'olio su un candido foglio.

Ed eccoci ad oggi, entrata nel sesto mese di gravidanza.
Un momento delicato, sensibile, vulnerabile. Dove non ho più paura di dire quello che penso.

Fatico ad amare questo mio corpo che cambia.

Amo già smisuratamente la vita che cresce nel mio grembo, sono consapevole del Dono che mi attraversa e il mio bimbo sa che la questione è della sua mamma e non riguarda lui, glielo ho voluto spiegare bene.

Nonostante io mi senta sacra, nonostante io sappia che la Natura si muove sempre con divina intelligenza, nonostante io mi stia preparando per accogliere, ammorbidirmi, servire e nutrire, a volte devo farmi forza per accettare ciò che è così diverso dalla mia condizione originaria.

O ideale dovrei dire.

Sí perché la cosa ridicola e che spinge la mia riflessione attuale è che comunque il mio corpo non mi piaceva!
Nemmeno quando giocavo ed ero in formissima!
Nemmeno quando mi allenavo 5 ore al giorno!
Guardo oggi le mie foto e noto tantissime differenze: vedo un fisico atletico, magro, sano e mi chiedo "come è possibile che tu qui non ti piacessi, non ti sentissi bene con il tuo corpo, ti criticassi aspramente? È assurdo!"
Eppure era così.

Allora mi rendo conto di quanto il processo sia nella nostra testa
Di quanto la nostra percezione sia fragile, scostante, a tratti ingannevole, lunatica.
Delle volte noi Donne siamo davvero ingiuste.
Implacabili arbitri di noi stesse. 

E mentre cammino nel mistero e nel miracolo della gravidanza, non mi resta che chiedere perdono a questo corpo e promettergli piú pensieri d'amore, più carezze, più sorrisi di intima complicità.

Per ogni futura volta che vedrò nascere in me una nuova smagliatura, le gambe gonfie, una macchia sul viso, un chilo in più, la ritenzione idrica, gli occhi stanchi, i lineamenti che cambiano, io reciterò guardandomi allo specchio: 
"Mi dispiace, Perdonami, Grazie, Ti amo."

Una frase che ringrazia il suo esistere così come è, prezioso, e che esprime sincera gratitudine, pentimento, amore e gentilezza.


"Che cosa succede se io bacio tutti i luoghi del tuo corpo che ti hanno insegnato ad odiare?
Cosa succede se poso le mani su di te e le lascio così, abbastanza a lungo finchè il mio calore aderisce al tuo e tu dimentichi che fra la mia pelle e la tua c’è spazio?
Che cosa succede se mi piace tutto ciò che ti hanno detto di detestare e passo le mie giornate a sporcare il tuo cervello ben lavato?
Che succede se ti mostro nuove immagini di te stessa che hai accuratamente evitato di vedere allo specchio?
E se ti dicessi che tutto quello che dicono è sbagliato e iniziassi a riempire le tue orecchie con parole vere in una lingua che conosci ma hai smesso di parlare?
Che cosa succede se pianto nuovi fiori nei luoghi ispidi dentro di te e ti insegno i loro nomi e le stagioni della loro fioritura?
Che cosa succede se ti chiedo di non reciderli e permettere che invadano le tue vie e decorino tutta la tua vita?
Succede che non ti permetto di dimenticare mai che non sei altro che bellezza."

Tyler Knott Gregson