Le mie Donne, le mie radici


La nostra Forza si trova nell'Amore.
La cerchiamo ovunque: fuori, dentro, in altre città, libri,... senza sosta.
Questa volta l'ho cercata a Casa.

Ho fatto una sorpresa alla mia famiglia, ma il regalo l'ho ricevuto io.
Avevo il grande desiderio di circondarmi di Donne Speciali, Donne di sangue.
Il mio.

E per grande fortuna molte di loro in questi giorni dimorano sotto lo stesso tetto.
Ho dedicato Tempo alla mia Mamma, alla mia dolce Nonna, tempo alla mia zia del Canada che si chiama Giulia e in onore della quale porto il suo nome. Tempo sfiorato ma intenso con mia sorella.
Abbiamo ricordato la nonna Fidalma nell'anniversario del suo ritorno verso il cielo, ombra che da sempre passeggia tra una finestra e l'altra di casa diffondendo la sua protezione a noi tutti.
Più i miei sensi sono a contatto con queste Donne, più il mio cuore si espande e la mia inquietudine trova il dolce luogo dove essere accarezzata.
La mente si fa più nitida e l'anima si schiude per respirare nuova Comprensione.
Le storie sulla forza di mia nonna Fidalma mi trasmettono da sempre coraggio e attaccamento alla famiglia: mamma di 12 figli, un marito e una casa da accudire.
Una di quelle Donne che c'era per tutti, amorevole e severa nella giusta misura.
Di Fede incrollabile.
Una di quelle mamme che con risolutezza riusciva a ricavare da un pollo molte più cosce di quante la natura gli potesse concedere, affinché ognuno avesse la sua parte preferita.
Dalle storie di chi l'ha vissuta ho appreso che la guerra c'è stata anche a casa mia: che per 6 mesi non hanno potuto accendere la luce, che il nonno aveva scavato un buco dentro il quale la mia famiglia si nascondeva quando suonava la sirena dei bombardamenti.
I bambini avevano paura e ricordano ancora le urla nella notte dei vicini provenire dalla nostra via: " hanno ucciso mio figlio!" o i cadaveri impiccati in piazza.
Le galline erano stipate e rinchiuse in uno spazio tanto minuscolo che, a guerra finita, hanno impiegato 40 giorni per tornare a camminare naturalmente.
Gli aerei erano talmente tanti da oscurare il sole "facevano buio" e il maiale conservato in pezzi veniva nascosto in giardino dentro barili di latta coperti di sabbia e ramaglie, per proteggerlo dai saccheggiamenti.
La nonna lavava le camicie che i tedeschi le portavano, la ricompensavano con qualche provvista.
Ogni tanto aiutava qualcuno dei soldati a scappare "avevano un cuore anche loro": gli infilava un salame dentro lo stivale, li vestiva con qualche suo abito da donna, li sedeva sul palo della bici e li portava sui campi, lontano, per poi lasciarli fuggire.
Lo faceva anche con i prigionieri, alcuni di questi sono tornati a casa nostra dopo 30 anni a ringraziarla.
Ho scoperto che la nonna quotidianamente per decine di anni ha scritto una lettera in Canada alla zia Giulia, (la sua figlia maggiore emigrata per cercare fortuna) il mio papà andava ad imbucarla, e zia faceva lo stesso di ritorno.
Ogni giorno.
Il pomeriggio alle 16 quando passava il postino, nonna si preparava il caffè e si metteva seduta alla luce della finestra a leggere le notizie d'oltre oceano.
Sono stata avvolta da storie di famiglia, di dettagli, di avventure, di bellezza, di sacrificio, di cura.
Come un'apina ho succhiato con grande curiosità il nettare di questi fiori pregiati per volerne trattenere la saggezza, l'esperienza, la praticità, la Fede.

E la sensazione che nutro nel cuore in questo momento è di profondo Amore.

Per andare avanti devi sapere cosa c'è dietro.
Per progredire è necessario conoscere e nutrire ciò da cui siamo sostenuti.